Il Tirreno

cosimo maria ferri (italia viva) 

Anziano caduto dal secondo piano: «Sia fatta chiarezza»

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carrara. «Fare chiarezza su quanto avvenuto alla Rsa Regina Elena». A chiederlo è il deputato di Talia viva Cosimo Maria Ferri (nella foto) che interviene sull’episodio, la caduta dal secondo piano di un ospite, avvenuto alla casa di riposo di via Don Minzoni.

«Il sindaco di Carrara, il presidente della struttura Regina Elena, la direttrice devono chiarire con urgenza l’episodio – scrive in una nota Ferri – in modo da consentire ai famigliari degli ospiti di essere certi sulla sicurezza garantita dalla residenza».

E Ferri entra anche nel dettaglio con una serie di richieste e di domande a cui la Rsa dovrebbe rispondere.

«Sono indispensabili – prosegue – precise informazioni sui controlli di sorveglianza e sullo stato attuale della pianta organica. S erve con celerità rassicurare le famiglie sul fatto che la carenza di personale non incida sull’effettività dei controlli e sulla necessaria sorveglianza».

E la nota del deputato di Italia via fa anche il punto della situazione di quanto accaduto nella rsa Regina Elena negli ultimi mesi puntando il dito su mancate risposte da parte della struttura e dello stesso sindaco. «Purtroppo – spiega – non è la prima volta che segnaliamo criticità accadute in particolare durante la pandemia e non sempre le risposte fornite da chi gestisce la struttura e dal Comune di Carrara sono state rassicuranti».

«Il ruolo delle residenze – aggiunge – è importante per la comunità e chi le gestisce deve garantire massima efficienza nei servizi offerti e mettere in condizioni il personale dipendente di operare al meglio».

«È di pochi giorni fa la notizia che al fine di proteggere gli ospiti la struttura ha deciso di sospendere le visite dei familiari anche se in regola con le vaccinazioni, tale decisione impone una immediata informativa sulle iniziative alternative finalizzate a non sospendere il contatto visivo ospite/famiglia – si chiude la nota di Ferri – Un secondo isolamento di questi soggetti fragili potrebbe recare danni irreparabili. A maggior ragione bisogna essere certi – precisa ancora – che la struttura si sia attrezzata di una tecnologia efficiente per le videochiamate e che queste siano effettuate in modo costante e frequente con personale appositamente dedicato e non sottratto ai turni di lavoro».

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