Il Tirreno

La buona notizia 

Turismo e ripresa La Lunigiana è da podio Gli scenari per il 2022

Gianluca Uberti

30 dicembre 2021
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FIVIZZANO. Se il 2020 ha rappresentato, senza alcun dubbio, l’annus horribilis del turismo, il 2021 è certamente un anno di parziale ripresa, una ripresa molto significativa anche se, naturalmente, insufficiente a garantire il recupero dei livelli precedenti la crisi. Fino ad aprile il flusso turistico internazionale e interno, nel nostro paese, risultava estremamente ridotto: «In alcuni casi – spiegano dall’Unione di Comuni Montana della Lunigiana in una nota – perché esplicitamente limitato dalle normative di contrasto al virus, come il blocco delle frontiere in entrata e uscita o le misure di quarantena obbligatoria e, più generalmente, perché la percezione di insicurezza sanitaria scoraggiava una pratica come il viaggio, che necessita di condizioni psicologiche di relativa sicurezza. La ripresa, impetuosa più di quanto molti degli osservatori si aspettavano, la si osserva, dunque, a partire da maggio e riguarda, in primo luogo, il turismo domestico e quello straniero di più corto raggio, proveniente dai paesi più prossimi all’Italia». La maggior criticità è stata registrata dalle città d’arte, sia in diminuzione dei flussi durante la crisi che in minor capacità reattiva nel 2021. Dopo le città d’arte il prodotto collinare è quello più impattato dalla pandemia nel 2020, ma con maggiore reattività nel 2021, mentre le aree balneari e montane hanno recuperato una parte delle perdite rispetto al 2019 grazie al ritorno degli italiani e dei toscani. «Analizzando gli ambiti turistici, oltre alla tenuta complessiva degli ambiti balneari, un grande risultato – prosegue la nota – è stato quello ottenuto dal turismo rurale montano e collinare, premiato dalla componente italiana e dal ritorno degli europei. Tra tutti spunta la Lunigiana, seguita dalla val d’Orcia, ma anche da alcuni territori della provincia di Arezzo». Ma come sarà il 2022? Probabilmente a dominare saranno ancora i mercati interni, per i quali la concorrenza tra Regioni certamente aumenterà e i mercati europei, che costituiscono una chiave importante del recupero dei livelli pre-pandemici, insieme al mercato cruciale per eccellenza per molte destinazioni toscane tra quelle più toccate dagli effetti economici del virus, quello degli statunitensi. Il loro ritorno, atteso su una scala più elevata dell’attuale, è previsto, soprattutto, nella primavera del 2022 e anche da ciò dipenderà la capacità della Regione di ridurre, significativamente e ulteriormente, quel gap di presenze rispetto al tempo precedente la crisi, che oggi misuriamo tra il 30% e il 40%, ma che permane più ampio se tradotto in termini di consumo e di impatto economico. «Programmazione, organizzazione e visione – commenta il presidente dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana e sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti – sono i tre ingredienti per il lancio definitivo della Lunigiana nel panorama turistico mondiale. L’Ambito turistico ha applicato questi ingredienti sotto l’attenta regia dell’Unione e si iniziano a intravedere i primi risultati. Per la prima volta da sempre la Lunigiana turistica è sul podio della Toscana, un risultato incredibile che va oltre le nostre più rosee aspettative».

Gianluca Uberti

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