La manifestazione
Troppi dipendenti a casa La variante sta causando il lockdown dei servizi
L’allarme di Cgil e Cisl che segnalano le situazioni per ora più critiche: a rischio sanità, trasporti, gestione dei rifiuti e presto anche la scuola
massa carrara. Omicron continua imperterrita nella sua corsa, e questo spaventa, non solo per i risvolti sanitari, ma anche economici e lavorativi.
Un po’dappertutto, a Massa-Carrara e altrove, in un’azienda o tra gli amici, non si fatica a trovare almeno una persona a casa, perché positiva o in quarantena preventiva. Confinamenti domestici dettati dal contatto con un positivo, che non significa automaticamente contagio; però significa appunto quarantena, assenza dal posto di lavoro. E non sempre si esce entro i 7 giorni, come si può vedere dalla penuria di tamponi. La situazione sta iniziando a peggiorare, come riscontrato dai due segretari generali di Cisl e Cgil, Andrea Figaia e Paolo Gozzani. Ciò che emerge, se si guarda all’intero mondo del lavoro, è una mappa variegata, con realtà più sotto pressione, ed altre che invece reggono, almeno per adesso. Ciò che preoccupa è l’ambito sanitario e socio-sanitario. «La sanità sta scontando i problemi annosi e critici di assenza di personale, Oss, infermieri e medici. Basta poco per mandare in sofferenza, e lì davvero la situazione può diventare delicatissima», fa sapere Figaia. «Aumentano i ricoveri –racconta sulla stessa falsariga Gozzani –, gli utenti nelle terapie intensive, ma a fronte di personale in affanno, e sotto organico. Già in precedenza c’erano delle difficoltà, tanto che abbiamo aperto una vertenza per richiedere assunzioni. Ora sta peggiorando. Molti, a causa della quarantena, sono assenti». Difficoltà poi in alcune Rsa, dove per l’assenza di personale chi è in servizio deve fare turni estenuanti. Altro settore critico sono i trasporti. Anche qui, continua Figaia, «c’è un combinato tra malattie normali, Covid e quarantene, tanto che diverse corse stanno già saltando». E il pensiero va già alla riapertura delle scuole. Per questo, dice Gozzani, «bisogna accelerare nella messa in sicurezza degli istituti. I soldi sono arrivati, ma bisogna stringere i tempi». Ma i problemi, da altre parti, stanno già arrivando. «Si tende a vivere alla giornata», racconta Figaia, nel senso che oggi va bene, domani chissà: «Il pubblico impiego è relativamente tranquillo, così come l’edilizia, le poste, le banche. A Cermec sono assenti in 5 su 40, e iniziano ad essere in affanno, un’altra decina a Nausicaa. Al porto ne mancano 7 o 8 tra positivi e quarantene. Ad Enel gli operai sono a lavoro con il super green pass, mentre gli impiegati sono in smart working. In fabbrica la situazione prima di Natale era tranquilla, ma c’è da vedere al rientro, passato Capodanno». Su questo arrivano conferme anche da Cgil, con i metalmeccanici che non registrano ancora disagi in maniera eclatante. Ma va ricordato che alcune fabbriche, o le stesse cave, sono al momento chiuse, o a personale ridotto. C’è da vedere come sarà il rientro. «La situazione è relativamente tranquilla, ma queste progressioni dei contagi sono preoccupanti -conclude Figaia-. Temo che se l’aumento è così alto la situazione sia già fuori controllo, e che quello che stiamo assistendo non siano altro che “noccioline”», ovvero che il picco non si è ancora visto. Anche dalla Cgil arriva una «significativa preoccupazione, viste le difficoltà crescenti». Oltre a quanto detto poc’anzi, «il turismo è un disastro, con tante disdette, sono in difficoltà alberghi, ma anche bar, ristoranti ed il commercio in generale». Sta poi tornando in auge il senso di paura ad uscire, specie tra le fasce d’età più avanzate, come notato da Gozzani. Per tutti questi motivi, il segretario della Cgil si sente di lanciare un forte messaggio, ritenendo sì importante il tavolo del Cts (riunitosi ieri, ndr) per accorciare i tempi delle quarantene, la necessità della terza dose, ma anche, a questi punti, l’obbligo vaccinale. «Siamo giunti alla convinzione che non si può più mettere a rischio la salute delle persone e l’economia. Non ci sono scusanti. Bisogna essere coerenti, facendo per legge l’obbligo vaccinale». Ivan Zambelli
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