Il Tirreno

Il provvedimento

Tasse non pagate per 23mila euro: per due cave scatta la sospensione

Luca Barbieri
Tasse non pagate per 23mila euro: per due cave scatta la sospensione

Contributo d’estrazione non versato, stop da regolamento. Non potranno ripartire finché non salderanno il conto

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Carrara. Contributo d’estrazione non pagato per oltre ventimila euro, scatta la sospensione dell’attività estrattiva. Due documenti, per altrettante cave, anche se l’impresa, il soggetto gestore dei due siti, a quanto risulterebbe sarebbe unico.

Sono le due determine con le quali piazza Due Giugno mette nero su bianco delle sospensioni dell’attività di siti estrattivi per il «mancato versamento del contributo di estrazione». Uno stop all’attività estrattiva scattato nelle scorse settimane e disciplinato dal regolamento per la gestione e la riscossione del contributo di estrazione. Alla fine di novembre, infatti, all’azienda – il nome non è presente nei documenti comunali – sono arrivate le pec con le quali si è «provveduto – si legge in entrambi i carteggi di palazzo civico – a comunicare l’avvio del procedimento per la sospensione dell’attività presso la cava a causa del mancato versamento del contributo di estrazione», spiegano citando l’articolo 36 della legge regionale (la numero 35 del 2015) e l’articolo 8 del regolamento del contributo di estrazione. Quest’ultimo, lo ricordiamo, è il 10 per cento del valore medio (va sia in direzione di palazzo civico, sia verso Firenze, in parte; l’ex contributo regionale, per intenderci) e non è da non confondere con il canone di concessione (5 per cento del valore medio) che muta a seconda della percentuale di agro marmifero (i beni estimati non pagano nulla, come canone).

L’ammontare del debito supera quota 23mila euro (22,6mila euro, in una determina; poco più di 500 euro, nell’altra). Il documento ricorda che, inoltre, «anche una sola nota di pagamento del contributo d’estrazione comporta la sospensione dell’attività». Quando potrà riprendere l’escavazione? Quando l’azienda salderà la cifra per il contributo d’estrazione, ma anche nel caso optasse per un piano di rateizzazione, come successo nell’ultimo anno, come scriviamo a parte, per altre cave. «La stessa potrà riprendere a seguito dell’avvenuto pagamento di quanto dovuto oppure, in caso di richiesta formale di dilazione di pagamento presentata ai sensi dell’articolo 9 del regolamento per la gestione e la riscossione del contributo di estrazione, dal momento dell’approvazione del piano di dilazione di pagamento», sancisce il Comune. Fino a quel momento «dalla data di notifica del presente provvedimento» ecco lo stop per «l’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva con la conseguente sospensione dell’attività all’interno della cava stessa», precisando che «nonostante la sospensione dell’attività estrattiva impartita con il presente atto, dovrà comunque essere garantita la sicurezza del sito e dovranno comunque ed essere eseguite tutte le necessarie attività di manutenzione degli impianti, delle infrastrutture, dei mezzi e degli edifici, atte a garantire la tutela dell’ambiente e la corretta regimazione idraulica», concludono dal Municipio.

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