Il Tirreno

Ad Altagnana

Dormono con il braciere: in cinque intossicati dal monossido

L'Ospedale delle Apuane (Foto di archivio)
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L'Ospedale delle Apuane (Foto di archivio)

Tra loro c’era anche una bimba di tre anni, trasportata insieme agli altri al Noa: nessuno di loro è grave. Solo la mamma ha accusato mal di testa e nausea

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Massa. L’allarme, alla centrale operativa del 118, è arrivato poco dopo le sette di mattina. Stando a una prima ricostruzione, è uno degli inquilini stessi a chiamare e a chiedere aiuto.

Si sono svegliati tutti e cinque tossendo e qualcuno anche con il mal di testa. Capiscono che potrebbe trattarsi di un principio di intossicazione da monossido di carbonio, perché in casa c’è un braciere sempre acceso che anche adesso stanno utilizzando per scaldare le stanze fredde di quell’immobile ad Altagnana, sulle Alpi Apuane.

Il paese non è proprio dietro l’angolo per i soccorritori, ma sul posto arrivano in un lampo due ambulanze, un’automedica e anche i vigili del fuoco. Il sospetto è anche la causa del lieve malessere dei componenti di quella famiglia, stranieri, sia proprio il braciere.

La famiglia intera viene quindi portata al pronto soccorso per dei controlli, ma stanno tutti bene. Si tratta di cinque persone, di cui una bimba di tre anni. L’unica con sintomi più pesanti è la madre che ha mal di testa e nausea. Gli altri non hanno accusato malesseri importanti. Nessuno di loro, in ogni caso, è finito nella camera iperbarica. È bastato l’ossigeno per tutti.

Secondo una nota del 118, infatti, «solo la madre della bambina ha accusato sintomi più preoccupanti, gli altri sarebbero rimasti intossicati in maniera leggera». La famiglia è stata trasportata all'ospedale delle Apuane solo per controlli e esami emogas per verificare i gradi di intossicazione. Poteva sicuramente andare peggio.

L'intossicazione da monossido di carbonio è infatti una delle cause più frequenti di intossicazione fatale. Si tratta di un gas incolore e inodore che deriva dalla combustione incompleta degli idrocarburi.

Tra i più comuni fonti di avvelenamento ci sono incendi, sistemi di ventilazione non adeguati delle automobili, fornaci, caldaie, caminetti a legna o a carbone, caldaie a cherosene.

Gli inquilini si sono accorti in tempo che qualcosa non andava e, allertando il 118, si sono salvati.


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