Sicurezza
Santo Stefano al buio La mappa del blackout
Parte di Avenza senza luce per quasi tre ore ieri dalle 14,30 La società aveva avvisato: «Intervento non rimandabile»
Carrara. Santo Stefano al buio e al freddo per moltissime famiglie di Avenza, tra cui una casa di riposo, un ristorante e altre attività. Era già successo anche alla vigilia di Natale, con il blackout che era durato circa tre ore, dalle 12 alle 15. Stavolta l’interruzione di energia che era stata comunicata da E-Distribuzione il 25 dicembre per il 26 è durata meno del previsto, due ore e quarantacinque minuti per l’esattezza, ovvero dalle 14,30 alle 17,15 (l’avviso parlava dalle 14 alle 19), e ha interessato numerose utenze: il viale XX Settembre (dalla pasticceria San Marco, per intenderci) fino alla rotonda della Doganella, via Campo d’Appio, parte di via Giovan Pietro, via Bosco, via Covetta dal civico 13 al 17 e parte di via Vico Fiaschi. Furibondi gli utenti, che a causa del blackout programmato hanno dovuto improvvisare o andare a pranzo fuori o da amici, per poi rincasare a tarda serata. Furibondi perché un’interruzione di corrente elettrica c’era già stata il 24 e perché la zona interessata dall’interruzione di corrente elettrica è al centro di continui guasti. Stavolta, come riferiscono da E-distribuzione, la società che gestisce la rete elettrica di bassa e media tensione, «si sono bruciate le componenti della cabina di viale XX Settembre a causa di un cortocircuito e andavano sostituite in tutti i modi, perché la soluzione provvisoria individuata è temporanea». Tutti pensavano che i guasti fossero terminati con l’ultimo intervento, il blackout programmato di otto ore del 10 febbraio dello scorso anno, che era servito per effettuare un importante intervento di restyling della rete, in particolare alla cabina elettrica della Doganella. Proprio la stessa che fornisce l’alimentazione nell’area di Avenza compresa tra viale XX Settembre, via Campo d’Appio, via Fiaschi, via Giovan Pietro, via Covetta e via Bosco. E sempre a febbraio dello scorso anno cittadini e commercianti avevano fatto una sorta di raccolta firme e l’avevano girata al sindaco Francesco De Pasquale, affinché si facesse portavoce dei nodi dovuti alle varie interruzioni di corrente. Una piccola petizione dove scrivevano: «Ad Avenza le interruzioni di corrente si succedono con sconcertante regolarità. Creano grande disagio alle famiglie ma anche alle attività commerciali e produttive. Senza considerare chi rimane chiuso in ascensore e chi senza riscaldamento». Alla petizione avevano fatto seguito le proteste di numerosi commercianti che avevano dovuto attrezzarsi con i generatori per non perdere le otto ore lavorative.
Alessandra Poggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
