Il dolore
Punta il coltello alla gola al kebabbaro
Il 21enne si è giustificato: «I soldi mi servivano per i regali di Natale». Il titolare del locale di Marina di Carrara: «Mi ha ferito, ho avuto paura»
CARRARA. «Quel giovane è entrato nel mio locale, mi ha puntato qualcosa alla gola. Mi diceva: dammi i soldi, dammi i soldi, questa è una rapina. Io ho provato a fermarlo, mi ha ferito alla mano. C’era sangue dappertutto. Poi sono arrivati i carabinieri e lo hanno fermato».
Sono stati attimi di paura quelli di lunedì sera per Mohamed Abed, pakistano di 52 anni. La moglie e i quattro figli sono nel paese di origine, lui vive a Marina di Carrara dove, in via Genova, ormai da anni, prepara kebab.
Una vita di sacrifici, il denaro mandato in Pakistan alla famiglia e la volontà di difendere il frutto del proprio lavoro. «I soldi non glieli ho dati – conclude Abed – per fortuna sono arrivati i carabinieri e hanno bloccato quel giovane che voleva portarmi via tutto quanto avevo in cassa».
L’episodio è avvenuto poco dopo le nove di lunedì sera (20 dicembre). Un giovane (identificato come un ventunenne di Sarzana) è entrato nel negozio di kebab di via Genova con un foulard sul viso e un cappellino calato sulla testa.
Teneva in mano una sorta di lama, forse un pezzo di parafango o un coltello di plastica affilato.
«Questa è una rapina, dammi tutti i soldi» ha detto il giovane rivolgendosi al kebabbaro. L’uomo ha difeso il registratore di cassa. Ha cercato di spiegare al giovane che continuava a puntargli vicino la lama, che non aveva intenzione di dargli i soldi, che non avrebbe aperto il registratore di cassa.
A quel punto il ventunenne ha alzato i toni. Si è avvicinato al bancone e ha cominciato a urlare in faccia al titolare del locale. C’è stato un contatto, nel corso del quale, il 52enne pakistano ha rimediato la ferita, profonda, a un dito.
Alla scena ha assistito un uomo che, poco dopo le 21 di lunedì sera, stava passeggiando lungo via Genova, proprio nel centro di Marina di Carrara.
L’uomo è entrato nel locale e ha cercato di fermare il giovane col volto coperto. Nel frattempo sono arrivati i carabinieri che avevano già una pattuglia in servizio a Marina e in pochi minuti hanno fermato l’uomo. Per lui, un ventunenne residente a Sarzana, sono scattate le manette.
Nel pomeriggio di ieri c’è stata l’udienza di convalida in tribunale a Massa: l’arresto è stato convalidato e il giovane si trova adesso ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Davanti al giudice il giovane ha cercato di giustificarsi dicendo che era rimasto senza lavoro e aveva bisogno di soldi per fare i regali di Natale alla famiglia e agli amici.
Una giustificazione che non ha davvero convinto il giudice che ha convalidato l’arresto applicando nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari.
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