Proteste
«Ad Evam dipendenti al freddo e gravi errori nella gestione»
Duro attacco del sindacato all’azienda e al suo amministratore unico. Cgil e Uil: riscaldamento rotto, niente abiti invernali e decisioni sbagliate
MASSA. Un duro attacco ad Evam e al suo amministratore unico Lorenzo Porzano da parte di Cgil e Uil (Cisl non ha iscritti nello stabilimento di acque minerali). I sindacati non solo contestano le condizioni di lavoro, con l’impianto di riscaldamento rotto e gli abiti invernali che ancora non sono arrivati, ma sollevano dubbi sulla gestione aziendale.
«Da mesi – scrivono Nicola Del Vecchio, di Cgil e Luca Aldo Andrenucci di UilTucs – i lavoratori di Evam si trovano ad affrontare quotidianamente problematiche già portate all’attenzione dell’amministratore unico, ma ad oggi in larga maggioranza senza risposte. Da quasi un anno – dettagliano i sindacalisti – i lavoratori si trovano senza impianto di riscaldamento funzionante, scelta giustificata, parole non nostre, da esigenze di bilancio. Un impianto vecchio e costoso, tale da renderne enti-economico l’utilizzo. Peccato che a pagarne le conseguenze siano da un lato i lavoratori, che si sono trovati a lavorare in condizioni di temperatura irragionevoli e pericolose per la salute, dall’altro lato la funzionalità e integrità delle macchine per la produzione le quali, per funzionare a regime, devono lavorare a temperature precise. A risposta delle innumerevoli segnalazioni, negli ultimi giorni, invece di portare una progettualità chiara e risolutiva, sono state installate stufe da esterno a piantana, strumenti sui quali – scrivono Del Vecchio e Andrenucci – nutriamo seri dubbi sia per quanto riguarda l’efficacia che per quanto riguarda la sicurezza e l’idoneità all’interno dell’ambiente produttivo. Ad aggravare la cosa, ad oggi ai lavoratori non è stato fornito un adeguato vestiario invernale come previsto dalle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».
Poi l’attenzione si concentra sull’organico e sulla gestione aziendale: «Negli ultimi anni, a fronte di un numero cospicuo di addetti che hanno lasciato l’azienda, non ci sono state altrettante assunzioni, con il risultato che oggi l’azienda si trova in forte difficoltà nell’organizzare i turni di lavoro; mancano professionalità che non sono state sostituite e molto spesso capita che lavoratori non abbiano neppure la possibilità di andare in bagno per non lasciare scoperto un macchinario funzionante. Stiamo aspettando che venga indetto un concorso per reintegrare i posti vacanti, ma anche su questo ad oggi rimane solo l’urgenza dell’intervento».Perplessità anche «su come l’azienda viene diretta e sulle possibili scelte future che ne potranno condizionare i risultati. Troviamo inaccettabile che vengano prese decisioni da chi non ha esperienza nel settore senza tenere conto delle opinioni di chi ci lavora da anni e da sempre ne ha garantito l’operatività. Un’arroganza che non porta a nulla se non a decisioni che possono minare il futuro dell’azienda. Come l’idea di cambiare metodo di produzione e passare dalla produzione in base alle risorse idriche (con stoccaggio della produzioni nei periodi in cui c’è tanta acqua per affrontare i periodi di secca) alla produzione just in Time (sulla base degli ordini presenti, senza programmare il futuro). L’attività caratteristica di Evam prevede che la produzione segua il ritmo delle precipitazioni, quando c’è acqua si produce anche per quando ce ne sarà poca. Ci sono momenti dell’anno in cui si lavora in produzione, momenti in cui prevale il lavoro di manutenzione e risanamento. Quando si programma la produzione, occorre essere consapevoli di questo, come del resto quando si sviluppa la rete commerciale. L’azienda può avere grandi potenzialità ancora, ma vanno colte in ragione delle caratteristiche tipiche della produzione, non capire questo significa non andare nella direzione corretta. Auspichiamo – concludono Del Vecchio e Andrenucci – l’intervento dell’amministrazione, in quanto proprietaria, per un tavolo serio di confronto che possa portare alla risoluzione delle problematiche».
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