Il Tirreno

La proposta approvata all’unanimità dalla giunta dell’Unione

«La Lunigiana nel nome della nostra provincia»

Valentina Landucci
Il sindaco di Aulla Roberto Valettini
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Il sindaco di Aulla Roberto Valettini

Lo chiede Roberto Valettini che scrive ai parlamentari: un arricchimento per tutti

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AULLA. La cifra è tonda: 160 anni. Che sono quelli dell’Unità d’Italia ma anche della scomparsa dalla carta cartina politica del Paese della Lunigiana. Esiste storicamente e culturalmente, ha una sua specificità ambientale, precisi confini naturali. Ma per la politica, quella quelle istituzioni, semplicemente non c’è. Perché dall’Unità d’Italia ad oggi esiste “solo” la Provincia di Massa Carrara. Eppure le cose potrebbero cambiare. O almeno c’è chi questo tentativo ha cominciato a farlo, concretamente, dopo 160 anni. Il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, come ultimo dei suoi atti da presidente dell’Unione dei Comuni della Lunigiana, ha portato in approvazione una proposta di modifica del nome della Provincia ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione, ottenendo il consenso unanime dell’intera giunta dell’Unione. È la prima volta che un sindaco prende una iniziativa del genere. Fino ad oggi sul territorio si è discusso se Massa Carrara dovessero scriversi col trattino nel mezzo o con una “e” di congiunzione, “dimenticando” il luogo che è culla di storia, arte, tradizioni e straordinarie ricchezze naturali .

Valettini come nasce questa esigenza di cambiamento del nome?

«Nasce dal fatto che la Lunigiana deve avere una riconoscibilità maggiore rispetto a quella che ha e ha avuto fino ad oggi. Nasce da fatto che la Lunigiana ha una identità storica e territoriale che non può continuare ad essere disconosciuta e misconosciuta. E ancora dal fatto che rappresenta quasi tre quarti dell’intero territorio provinciale. Avere un riconoscimento istituzionale non è cosa fine a se stessa ma è anche un elemento di ricaduta per gli uffici delle istituzioni, dal punto di vista turistico e direi economico generale. Da tutto ciò deriva il fatto che sia ormai giusto il momento di avviare il percorso previsto dalla carta costituzionale».

La sua proposta è stata subito accolta dai colleghi della giunta dell’Unione.

«C’è stata l’unanimità anche se non tutti erano al corrente della mia volontà di portare all’attenzione della giunta questa proposta».

Ed ora come si procede?

«Ho già scritto a tutti i parlamentari della provincia di Massa Carrara invitandoli a presentare, come previsto dalle normative sul cambio di nome delle province, una proposta di legge che vada nella direzione che auspico, ovvero la possibilità di aggiungere Lunigiana a Massa e Carrara. Credo che questa sia una bella cosa per tutta la Lunigiana che conta 14 dei 17 Comuni della provincia».

Non è la prima volta che si pone una questione di “nome” sul territorio provinciale...

«Sì, ma mai in relazione alla Lunigiana. Si è disquisito a lungo sul mettere il trattino o la “e” tra Massa e Carrara, non sul riconoscere la specificità storica e territoriale della Lunigiana in un territorio sul quale esistono tre identità, che possono anche fondersi, essere sinergiche nella misura, ma nella misura in cui si riconosca a ciascuna, e quindi anche alla Lunigiana, una identità storica e culturale che c’è. È una battaglia di identità nella quale si aggiunge e non si toglie a tutto il territorio».

Secondo lei come la prenderanno i suoi collegi sindaci di Massa, Carrara e Montignoso?

«Confido nella loro intelligenza, non dubito che possano esserci aperture e sensibilità verso questa proposta che, come ho detto, non toglie ma arricchisce. Adesso la partita passa nelle mani dei parlamentari ai quali ho voluto scrivere al termine del mio mandato da Presidente dell’Unione. Mi sono rivolto ai parlamentari della nostra provincia di Massa Carrara ma qualunque rappresentante in Parlamento può sposare questa idea e perorare questa causa. Confido ci sia convergenza».

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