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La Fondazione dona 100 ceste da distribuire alle famiglie

La Fondazione dona 100 ceste da distribuire alle famiglie

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carrara. La solidarietà è un dono che non si esaurisce ma si moltiplica mentre passa da una mano all’altra. È questo lo spirito che ha animato l’iniziativa voluta dal presidente e dal vice della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Enrico Isoppi e Sergio Chericoni: hanno deciso infatti di dare una mano alla storica cooperativa sociale La Rocca di Fossone e al tempo stesso donare generi alimentari alle sedi apuane della Caritas per dare una mano alle famiglie bisognose.

La Fondazione ha quindi incaricato la cooperativa sociale di preparare 100 cesti regalo con prodotti del territorio che sono stati equamente distribuiti fra le sedi di Massa, Avenza e Lunigiana. Con l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia il numero di persone che si rivolgono alle Caritas aumenta di giorno in giorno, come ha confermato venerdì pomeriggio padre Claudio Baleani, parroco della chiesa di Maria Santissima Mediatrice di via Covetta, quando il segretario della Fondazione Antonio Simonini, con il direttore della cooperativa Angelo Guadagni coadiuvato da alcuni degli operatori e dal presidente della consulta provinciale delle disabilità, Pierangelo Tozzi, ha consegnato i pacchi destinati ai poveri seguiti dalla Caritas di Avenza.

Ad accoglierli anche il professor Egidio Comi, in passato già consigliere della Fondazione e uno dei volontari del centro, che ha fatto visitare i magazzini della struttura: qui ogni settimana attraverso la Caritas diocesana arrivano circa 70 pacchi da 15 chili ciascuno dal banco alimentare distribuiti due martedì al mese. Si parla solo di persone registrate dalla Caritas, attraverso la presentazione dell’Isee. Poi si aggiungono le donazioni spontanee dei cittadini e gli acquisti della parrocchia: ogni donazione può essere indispensabile per offrire un po’di conforto e qualcosa per placare la fame. Le richieste di aiuto sono aumentate in questi due anni a causa della pandemia e non sembrano fermarsi.

«La situazione è ancora un disastro – racconta padre Baleani – a causa del Covid. Da marzo a dicembre del 2020 ho distribuito circa 25 tonnellate di generi alimentari e il ritmo è calato soltanto negli ultimi mesi. Poi un aiuto per pagare le bollette, gli affitti, qualche volta anche la benzina per permettere alle persone di andare a lavorare».

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