Sicurezza
Aumentano i giovani in cura per (gravi) disturbi mentali
Registrate condotte autolesive, crisi di aggressività e disturbi dissociativi La responsabile del reparto: «Un fenomeno iniziato dopo il lockdown del 2020»
AULLA. È allarme in Lunigiana per lo stato di salute mentale degli adolescenti. Una condizione in peggioramento e acuita dalla pandemia. Basta lasciare la parola ai numeri per rendersene conto: su una popolazione di 6mila e 483 persone sotto i 18 anni di età, infatti, nel 2020 sono stati 843 i pazienti presi in carico dall’unità funzionale salute mentale infanzia e adolescenza della società della salute della Lunigiana, mentre il loro numero già ammonta a 906 al novembre di quest’anno; di questi più di 30 sono adolescenti che si trovano in situazioni di disagio molto grave, con richiesta di presa in carico urgente.
Dal 2013 è la dottoressa Isabella Bernazzani, laureata in medicina e chirurgia e specializzata in neuropsichiatria infantile all’Università di Pisa, la responsabile dell’unità funzionale. «L’aumento esponenziale di richieste di adolescenti che presentano un diffuso disagio – dice -, emerso già nella primavera 2020 in seguito all’isolamento sociale dovuto alla pandemia, è esploso durante il secondo lockdown, spesso in forme drammatiche all’insegna dell’attacco al proprio corpo: abbiamo registrato, quindi, condotte autolesive, crisi di aggressività e disturbi dissociativi. Quel che è peggio è che cresce la fobia scolare, ovvero il rifiuto di andare a scuola, con la dipendenza grave da internet che si manifesta già dalle medie. Di conseguenza, in Lunigiana c’è un grosso disagio fra gli adolescenti, esacerbato dall’emergenza sanitaria, con gli aspetti di sofferenza più importanti che coinvolgono maggiormente le ragazze. Ma tutti gli adolescenti si sentono più fragili e soli, ed è preciso dovere di una società che voglia dirsi sana averne cura».
L’unità della società della salute, pertanto, cerca di rispondere a questa emergenza sia con interventi specialistici, psicologici e neuro psichiatrici di supporto agli adolescenti e alle famiglie, sia lavorando in sinergia con gli altri servizi quali servizio sociale e unità funzionale salute mentale adulti. Nel 2020 sono state effettuate 4mila e 22 prestazioni neuro psichiatriche e psicologiche, 3mila e 779 prestazioni dei terapisti della riabilitazione, 2mila e 388 prestazioni logopediche e mille e 391 prestazioni neuro psicomotorie; da gennaio a settembre 2021 sono state effettuate 3mila e 834 prestazioni neuro psichiatriche e psicologiche, 3mila e 986 prestazioni dei terapisti della riabilitazione, 2mila e 307 prestazioni logopediche e mille e 679 prestazioni neuro psicomotorie. Inoltre, sono già 232 le prime visite al novembre 2021.
«I dati che emergono sul disagio psicologico dei bambini e degli adolescenti conseguenti alla pandemia – commenta il direttore della società della salute della Lunigiana, Amedeo Baldi – ci preoccupano molto. Pertanto, nella programmazione operativa annuale, abbiamo previsto il potenziamento del servizio con l’attribuzione di un assistente sociale dedicato e il potenziamento dell’equipe degli psicologi. Colgo anche l’occasione per ringraziare gli operatori per il prezioso lavoro».
Gianluca Uberti
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