Il Tirreno

«Individuate i responsabili Tanti morti in quella zona»

D.C.
«Individuate i responsabili Tanti morti in quella zona»

Intanto parte il Conto alla rovescia per i fondi 

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CARRARA. «Ci auguriamo che la procura di Massa prosegua le proprie indagini e arrivi all’individuazione dei responsabili di un inquinamento così grave per la salute dei cittadini e dell’ambiente e negativo per l’economia locale».

Questo l’augurio di Clara Gonnelli, presidente dell’Adic Toscana e membro del Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico (Ccadbr), dopo aver appreso dell’indagine avviata dalla magistratura in merito al pesante inquinamento da cromo esavalente proveniente dall’area Sin ex Ferroleghe.

Un anno fa i membri del Coordinamento avevano chiesto alla procura e ai massimi organi istituzionali competenti, tra cui il ministero della transizione ecologica, la Regione e i Comuni di Carrara e Massa, di attivare la «messa in sicurezza di emergenza» dell’area in questione, segnalando anche la necessità di riattivare la barriera idraulica presente nell’area ex Ferroleghe e costituita da dodici pozzi, che risulta essere spenta dal 2011.

L’ambientalista ricorda che dall’ultimo studio Sentieri, indagine epidemiologica nazionale coordinata dall’Istituto superiore di sanità, emerge che ogni anno in Italia muoiono prematuramente 1.500 persone per il solo fatto di abitare nelle aree Sin ancora contaminate.

«Coloro che vivono in queste zone – spiega la Gonnnelli – rappresentano quasi un decimo della popolazione italiana, pari a sei milioni di persone. Stando così le cose, – prosegue la presidente dell’Adic – voglio sperare che il percorso delineato dalla sottosegretaria Ilaria Fontana, recatasi a Massa lo scorso 22 novembre per l’insediamento del tavolo di lavoro istituzionale sulle bonifiche in territorio apuano, possa essere realizzato». In occasione della visita della sottosegretaria, infatti, è emersa la preoccupazione che i fondi per le bonifiche a Massa Carrara, stanziati con gli accordi di programma del 2016 e del 2018, che prevedono uno stanziamento complessivo di 25,5 milioni di euro, possano essere persi se entro il 31 dicembre 2022 non sono stati appaltati tutti i lavori alle imprese (aperti cioè i cantieri) e completato l’iter per l’individuazione certa dei responsabili della contaminazione di tutta l’area Sin/Sir apuana.

D.C.

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