Italia
Ci sono tantissime librerie ma per la cultura non si spende
La provincia apuana si piazza timidamente al posto numero 67 per il gap che esiste nel lavoro tra gli uomini e le donne
massa. Si chiude con “cultura e tempo libero” la rassegna dei sei settori principali che compongono l’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane.
E questa volta Massa Carrara conquista il 17esimo posto: prima di lei, tra le altre, grandi capitali della cultura italiana come Trieste, Roma, Milano e Firenze. Un dato che potrebbe stupire, se non si analizzassero i parametri che ci hanno fatto “schizzare” in vetta e che sono, in definitiva due: la presenza di librerie, di bar e di luoghi di aggregazioni. Nello specifico la Provincia apuana è al primo posto, su 107 province, per numero di librerie aperte (1000 ogni 100mila abitanti) e sta entro i 10 posti anche quando si parla di bar e ristoranti. Questo però non rende la Provincia tra le più “acculturate” d’Italia.
I dati strettamente inerenti alla cultura sono infatti impietosi e Massa Carrara si piazza al 105esimo posto in classifica quanto a “spesa dei Comuni per la cultura”, e rimane bassa quanto a “patrimonio museale” e “offerta culturale”. È l’unica, inoltre, ad aver raggiunto il punteggio di zero sulla “copertura banda larga”.
Insomma, sul fronte cultura sono luci e ombre perché se gli apuani – stando al numero di librerie presenti – leggono tanto, la spesa pubblica in cultura è però molto bassa.
Per la prima volta, infine, il Sole 24 Ore analizza nella sua classifica anche il mondo femminile nelle sue molteplici sfaccettature, il tasso di occupazione delle donne, la mancata partecipazione al lavoro, gli stipendi, i ruoli, ma anche le violenze sessuali e i successi sportivi. In questo caso, la Provincia apuana si piazza timidamente al 67esimo posto, con i suoi 515 punti complessivi e non brilla: il gap occupazionale di genere è ancora alto, manca l’imprenditoria femminile, e ancor di più quella giovanile femminile; Massa Carrara è nella media (nazionale), invece, per quanto riguarda il divario nelle retribuzioni tra uomini e donne (32,6%).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
