Il dolore
Protesta degli abitanti contro il parco chiuso a Massa
In 40 hanno manifestato per chiedere la riapertura dell’Ugo Pisa. Zaccagna: «I ragazzi dove si allenano? In strada»
MASSA. Loro, la mattina di domenica 12 dicembre, davanti ai cancelli dell’Ugo Pisa c’erano, e aspettavo se non risposte, almeno la presenza di qualche amministratore locale. Che invece non si sono visti. Un gruppo di circa 40 persone, più appartenenti al Comitato alluvionati Ricortola-Casone-Bondano-Partaccia, Pro loco e Nuovi paesaggi urbani, si sono dati appuntamento davanti al parco dell’ex colonia, fino a settembre meta di passeggiate e atletica leggera, ma da allora chiuso.
Era il 18 settembre quando sui cancelli del parco comparvero dei sigilli per annunciarne la chiusura, a causa di verifiche e accertamenti sulla situazione delle alberature. Nei giorni precedenti infatti il maltempo aveva causato il crollo di alcune piante. Serviva il ripristino della sicurezza, con la potatura o l’abbattimento degli alberi interessati; ma da allora niente si è saputo, fino a qualche giorno fa. Il Comune ha infatti affidato a un agronomo l’incarico di stilare una relazione sullo stato del parco, dal quale è emersa una drammatica situazione. A causa di un parassita, la cocciniglia del pino marittimo, molte piante sono state infestate, e devono essere abbattute. Ma questo i manifestanti non lo sapevano, e anzi da tempo non riuscivano proprio a venire a capo di questo ritardo nella messa in sicurezza.
Si rivolgono alle associazioni sopracitate, ma anche loro non ricevono risposte. E allora, giunti a dicembre scatta la protesta, stanchi del silenzio. E a scendere in strada non sono solo sportivi, ma soprattutto persone “comuni”, cioè quelle persone che per tenersi in forma vanno quando hanno un po’di tempo a correre o a camminare nel parco. Giovani e anziani, sportivi e non. Questo è l’Ugo Pisa: non solo un circuito per qualche esercizio di atletica leggera, ma una palestra verde dietro casa, a due passi dal mare, dove tenersi in attività. «È una situazione assurda - commenta con una punta di amarezza il presidente del comitato alluvionati
Ivo Zaccagna -, perché è ancora tutto chiuso. Quello è uno spazio ottimale anche per i ragazzi della zona, perché essendo chiuso anche il campo scuola dove vanno ad allenarsi? In mezzo alla strada? Non mi sembra la soluzione ideale». Quella che però è mancata è la partecipazione delle istituzioni locali, amministratori comunali in primis, preventivamente invitati per dare ai cittadini risposte. E che non si sono visti. Gli amministratori «potevano venire anzi di persona, piuttosto che dare risposte sul giornale. Se lo aspettavano anche i presenti». Il riferimento è alla notizia dell’infestazione di cocciniglia, che aggiorna la situazione ferma al 18 settembre ma che i presenti si aspettavano di sentire dal vivo. «Se però il problema è quello dico: cosa stiamo aspettando? Quando si vogliono tagliare degli alberi si è visto da altre parti che si fa presto. Ora sono due mesi, quasi tre. Sarebbe l’ora di muoversi».
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