Sicurezza
Ha 16 anni ed è di Massa il campione italiano di “rompicapo”
È stato il più veloce a montare e smontare meccanismi complessi sullo stile del cubo di Rubik
Ivan Zambelli
massa. Si allarga il palmarès del liceo scientifico Enrico Fermi di Massa, con la vittoria di Davide Guidotti delle Mechanical puzzle competitions, primo fra 400 studenti di tutta Italia. La competizione è al suo esordio, e si basa su rompicapi meccanici intesi come prezioso e divertente allenamento per la mente, ma con un pizzico di competitività. Per rendere meglio l’idea, la gara si basa su 5 o 6 rompicapi da risolvere nel minore tempo possibile. L’esempio più immediato può essere il cubo di Rubik, ma in questo caso agli studenti viene chiesto di risolvere rompicapi artigianali, fatti a mano e non proprio facilmente reperibili.
Assemblaggio, composizione, smontaggio, incastro, scioglimento, labirinti e così via possono essere dei meccanismi di queste prove, il cui scopo è catturare il principio dell’oggetto e dirigersi verso la soluzione. Ecco che allora entra in gioco tutta la capacità logica e di saper risolvere il problema da parte dello studente, e nel minore tempo possibile. E su questo ha spiccato il 16enne Davide Guidotti della 3C, sopra circa 400 studenti italiani che nello stesso giorno, ma in diverse sedi, hanno svolto queste gare. A Massa la gara si è tenuta sabato scorso, all’interno dell’istituto, e ha visto la partecipazione di studenti anche da Livorno e Pisa, e dalle scuole medie. È per certi versi una gara innovativa e distinta dalle altre, come spiega il docente di matematica e fisica del liceo Riccardo Bellè: «A differenza delle Olimpiadi della matematica o della fisica, che pur essendo diversi da quelli in classe restano degli esercizi, questi sono proprio giochi, che non si fanno in aula». Sono una gara, anche se l’obiettivo, fa notare il docente, «non è tanto la competizione, ma il divertimento. Queste prove non vengono fatte per fini di apprendimento; partecipano 10, 15 o 20 ragazzi, quelli interessati. L’influenza sul ciclo scolastico non è rilevante. Però è uno stimolo alle capacità di problem solving, ovvero trovarsi di fronte ad una situazione da risolvere con la logica. Alla fine la matematica e la fisica sarebbero quello, nonostante spesso passi l’idea che queste materie siano un semplice riprodurre delle regole o delle formule, o capire dove applicarle».
Per partecipare non serve una specifica preparazione. L’interessato si approccia al rompicapo senza conoscere un metodo per arrivare alla soluzione; semmai lo trova. La competizione appare quindi da un certo punto di vista “equa”, nel senso che risolvere il meccanismo non dipende tanto o solo dal rendimento scolastico, ma anche da altre capacità. «La cosa bella – conclude Bellè – è che sono proprio giochi, attività esterne che consentono di uscire dal selciato dell’insegnamento». Senza nulla togliere a quelli classici, «i “giochi” matematici o fisici sono comunque esercizi; possono essere più carini, o divertenti o intelligenti ma non troppo diversi da quelli che fai in aula. Stessa cosa il certamen latino, è una versione. Sono sempre cose di scuola. Questi no, sono proprio giochi. Ti danno un oggetto e lo devi comporre, scomporre, districare o risolvere». Sono in sostanza, per usare le parole degli ideatori, dei brain boost games, giochi per il potenziamento del cervello».
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