Il Tirreno

SCONTRO A DISTANZA

Carrara, Scanzi contro il coordinatore di Forza Italia per un post sulla famiglia: "Sfascistone".

Alessandra Poggi
Riccardo Burschi e Andrea Scanzi
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Riccardo Burschi e Andrea Scanzi

Riccardo Bruschi (Fi) nel mirino di Andrea Scanzi che lo apostrofa come "sfascistone". Lui replica: attacchi insensati

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CARRARA. Il post del coordinatore comunale di Forza Italia, Riccardo Bruschi, sul modello della famiglia naturale e cristiana, scatena un putiferio mediatico. E così dopo lo sfogo di Alessandro Bandoni esponente locale Lgtb, il post di Bruschi è finito nel mirino del giornalista e conduttore televisivo Andrea Scanzi, che lo accusa via Facebook di fronte ad un parterre di 2,1 milioni di follower di essere il classico "sfascistone". Non solo. Scanzi nel suo post su Bruschi aggiunge: «a questo tizio devono aver vietato l’uso di accenti e apostrofi».

Due post che al coordinatore forzista non sono piaciuti per niente: «Sono stato attaccato dapprima da Alessandro Bandoni come esponente locale dei lgtb - scrive - e ieri anche dal personaggio pubblico e televisivo Andrea Scanzi, che neppure mi ha taggato o avvisato. Quest’ultima e una gogna mediatica da 2.130.000 followers, e sto subendo un linciaggio che mi pare veramente eccessivo ed intimidatorio. Mi sorprende che parole a mio giudizio pacate, abbiano destato tale reazione, che assomiglia al linciaggio e alla censura. Questo mi fa dire menomale che non è passato il Ddl Zan. Mi pare che alla base di tutto non ci sia un contrasto tra omo ed eterosessuali, ma piuttosto tra l’ideologia laica e progressista e quella cristiana e liberale. Non era certo mia intenzione far partire una crociata, visto che davanti alla mia famiglia ho sostenuto un mio parente stretto che ha recentemente detto di essere gay. Inoltre il sottoscritto ha un bambino con una donna araba e mussulmana, per cui quando tocco argomenti come omosessualità e immigrazione penso di potermelo permettere, senza essere additato di omofobia o razzismo».

«Dimostro nei fatti di essere di mentalità aperta e molto meglio di tanti buonisti che predicano bene e razzolano male - continua Bruschi - A me non piace questo modello culturale che sta prendendo il sopravvento, siamo arrivati alla diffusione in questi giorni dell’immagine della Madonna trans con la barba, e alla proposta europea di eliminare la parola Natale, bocciata fortunatamente dal nostro Antonio Tajani. Io sono contro queste cose perché le ritengo aberranti. Ognuno sia libero di vivere la propria sessualità, in casa sua e come crede, secondo principi di educazione e di pudore. Ma dobbiamo poter dire la nostra se riteniamo una cosa sbagliata - conclude Bruschi - la censura sulle opinioni e inaccettabile. Fortunatamente non tutta la comunità Lgtb la pensa come questi personaggi che mi vorrebbero mettere al pubblico ludibrio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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