Lutto
Ladri al ristorante, danni per tremila euro
Il locale “Officine del cibo” visitato per la seconda volta in sei mesi. L’amarezza del titolare: «Sto pensando di lasciare Sarzana»
SARZANA. Per entrare nel ristorante pizzeria hanno spaccato la vetrina, all’ingresso. Poi, una volta dentro, si sono attaccati al fondo di cassa, qualche centinaio di euro. E hanno lasciato dietro una scia di danni che supera i tremila euro.
È la seconda volta in sei mesi. E il titolare del locale, Giacomo Devoto, si lascia andare all’amarezza: «I danni sono tanti e mi chiedo se questi che hanno fatto razzia nel mio ristorante avessero o meno il Green pass. Qui ci sono controlli su controlli, abbiamo mille difficoltà e poi succedono queste cose che fanno davvero venire voglia di andare altrove».
Giacomo Devoto parla chiaro: «Questa zona, Battifollo, avrebbe tutte le caratteristiche per essere un polmone verde di Sarzana, con tanto di parco fluviale – spiega –, ma è una zona abbandonata al degrado. Non è un caso che nel mio locale abbiano per due volte sfondato la porta di ingresso. Lo fanno per il fondo cassa e lasciano dietro spese ingenti per chi deve rimettere tutto a posto e poter quindi riaprire e dare un servizio ai clienti. Sono molto amareggiato. Andarmene da Sarzana? Dico la verità, ci sto pensando».
Giacomo Devoto ha espresso tutta la sua amarezza anche in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook.
«Certo – scrive – fare il ristoratore non è una missione sociale. Non è una attività indispensabile, in senso stretto, al vivere civile. Possiamo pensare che sia un servizio, che sia un motore di cultura, un migliorativo della qualità della vita, ma di certo non siamo eroi. Anche se ci siamo sentiti più di una volta, in questi due anni, come Leonida alle Termopili, non salviamo vite umane, e alla fine delle fini, facciamo da mangiare e vuotiamo delle bottiglie».
«Però c'è un però – continua il post di Giacomo Devoto – stretti tra le esigenze di gestione e la necessità di soddisfare le più ampie richieste del pubblico, a volte ci sentiamo un po' bistrattati: dobbiamo fare i controllori, essere comunque gentili quando veniamo presi di mira dalle critiche più assurde, essere accoglienti quando i prenotati non si presentano nei giorni di pienone, e manco si fanno trovare al telefono eccetera. E siccome siamo "negozi" sulla pubblica via, ci tocca pure subire intrusioni e tentativi di furto. Per fortuna tra poco accendiamo i fuochi e torniamo a cucinare».
Uno sfogo che, come ha spiegato Devoto contattato al telefono dal Tirreno, è dettato dal fatto che per la seconda volta in sei mesi il suo locale ha dovuto subire la devastazione dei ladri. «Bisogna rimboccarci le maniche – spiega – ma quello che resta è la delusione, due duri in sei mesi sono davvero troppi. Lavorare in questa zona diventa sempre più difficile».
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