Sicurezza
Porto, il prof ai ministri «Stop all’ampliamento»
Canesi manda una lettera alla politica locale e nazionale sui progetti dello scalo «Diffidiamo chi contribuirà ulteriormente allo sfacelo idrogeologico del territorio»
Carrara. Una lettera, tradotta in nota e in una pec indirizzata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, a Mario Sommariva presidente dell’Autorità Sistema Portuale Mar Ligure Orientale e ai vertici della politica locale, ma anche ai parlamentari apuani, senza dimenticare il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini e quello alla transizione ecologica Roberto Cingolani. La firma alla lettera è di Riccardo Canesi, ambientalista carrarese, ex deputato dei Verdi, promotore dei giochi della geografia e ovviamente docente oggi in pensione. «La mancanza di memoria è molto pericolosa. Come è possibile che a, soli sette anni dall’evento, si sia completamente rimossa la tragedia alluvionale del 5 novembre 2014 e le sue cause», scrive. E aggiunge: «Mi riferisco alle diverse uscite sull’ampliamento del porto e “sull’urgente necessità” del nuovo Piano regolatore portuale».
Il piazzale città di massa
E commenta Canesi: «Il porto c’è, nessuno lo vuole demolire, ma stiamo attenti a non peggiorare ulteriormente la situazione. Questo territorio non può permettersi altre sciagure. Oltre a sottovalutare gli impatti sulla linea di costa di un porto ampliato, si ignora che accanto al piazzale Città di Massa c’è la foce, sempre più ristretta e ostruita del Carrione che ha già dimostrato più volte di fare molto male alla città», continua. E il prof poi torna su quel 5 novembre di sette anni fa: «Marina di Carrara è andata sotto di oltre 80 centimetri anche a causa della diga in cemento (emersa e immersa) del piazzale Città di Massa che dal Buscaiol arriva fino alla foce». E va avanti nel suo articolato intervento: «Si tenga presente che il banchinamento interno del piazzale è stato realizzato con palancole che vanno fino a 21 metri di profondità. Queste hanno di fatto creato una diga sotterranea che impedisce il deflusso del subalveo in mare con conseguente rigurgito e innalzamento del livello piezometrico della falda freatica». Insomma, per Canesi, «la costruzione del piazzale Città di Massa ha sconvolto gli equilibri, contrastando la naturale evoluzione del tratto terminale del Carrione». «Ciò nonostante – prosegue –, anziché procedere a una doverosa, urgente e almeno parziale (nei pressi della foce) demolizione del piazzale Città di Massa, nel progetto di ampliamento del Porto, si pensa di allungarlo, e anche di molto, per costruire un nuovo molo», anche se, sottolinea, «le conseguenze del piazzale sono evidenti solo se le si volessero studiare».
La proposta
Oltre alla demolizione del piazzale, dice Canesi, andrebbe «allargata la foce del Carrione». Perché, «così facendo, raggiungeremo due obiettivi: una maggiore sicurezza idrogeologica per Marina di Carrara e Avenza e la bonifica del sottosuolo inquinato da rifiuti tossici e nocivi (altra eredità del polo chimico) di cui nessuno parla». E arriva alla proposta: «Non si potrebbe far meglio, spendendo meno e arrecando meno danni, nel destinare il molo di ponente alla nautica da diporto, l’attuale molo di levante al traffico commerciale e realizzare una grande esplanade sul mare in viale da Verrazzano, come da progetti dell’architetto Ezio Bienaimè e di Legambiente?».
E conclude: «Tutti coloro che, a vario titolo, contribuiranno ulteriormente allo sfacelo idrogeologico del territorio e ad aumentare l’insicurezza dei cittadini, verranno dapprima diffidati e poi denunciati. Ci auguriamo che non ce ne sia bisogno e che la ragione e il buon senso prendano il sopravvento».
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