Attenzione
All’asta un terreno con il fabbricato che non c’è
Insieme a quello verranno ceduti uno spazio agricolo in area Sin (zona inquinata) e immobili da demolire perché abusivi
Melania Carnevali
massa. Domani quel terreno in via Pé di Monte, a Montignoso, dietro la Cava Tassara, andrà all’asta con tutto quello che comprende: la zona bosco, la zona pascolo e un fabbricato rurale. Peccato che il fabbricato non esista. O meglio: esiste sulla carta (sul mappale), ma non nella realtà. È quanto emerge dall’avviso di vendita firmato dal curatore fallimentare che informa che il fabbricato «non è stato rinvenuto sul posto». Semplicemente non c’è. Motivo per cui il prezzo base d’asta è piuttosto basso: solo 144. 670,40 euro.
E non è nemmeno l’unica stramberia di questa vendita, divisa in 14 lotti, di beni appartenuti in passato a una società apuana fallita (si occupava di edilizia e manutenzioni stradali anche per il Comune di Massa), che tutto sembrano fuorché affari. Tant’è che non è la prima volta che vanno all’asta.
Tra i beni messi in vendita c’è infatti un terreno agricolo, quindi da coltivare per prodotti da mangiare, che ricade nel perimetro Sin (sito di interesse nazionale), cioè in zona inquinata. Per chi lo volesse: la base d’asta è di 92.405 euro. Le spese per la bonifica, però, «sono a carico dell’aggiudicatario».
Gli abusi edilizi, poi, abbandonano. Un lotto comprende la proprietà di un terreno agricolo nel comune di Sarzana con tre fabbricati rurali di cui uno «precario e abusivo», che ovviamente «dovrà essere demolito a cura e spese dell’aggiudicatario», e un altro, anche qui, fantasma («un altro fabbricato – si legge nell’atto di vendita – che risulta in mappa sul mappale 42 non esisto») .
In via Giovanni Pascoli, a Carrara, località Marasio, viene messe in vendita, in un altro lotto, un magazzino, ma «sull’immobile è stato realizzato abusivamente un ampliamento in muratura». Inoltre «sul lotto insiste un altro manufatto in lamiera anch’esso abusivo».
Il curatore fallimentare precisa che «sull’immobile – si legge nell’atto – sono state realizzate varie difformità rispetto alla concessione edilizia rilasciata», tra cui la realizzazione dei vani sottotetto, che non è nemmeno sanabile. L’aggiudicatario quindi dovrà, pagando di tasca sua, «richiedere la sanatoria per le opere abusive sanabili» o demolire quelle che non lo sono. Insomma, una passeggiata.
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