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le reazioni 

Sì di bar e negozi alle nuove regole: così lavoriamo

Ivan Zambelli

Confcommercio: «Tutti molto sereni». Fiepet: «Non cambia nulla». Cna: «Non possiamo perdere un’altra stagione»

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Ivan Zambelli

massa. Rispettano le regole, perché vogliono superare questa pandemia che non consente loro di lavorare. Questa, in sintesi, la linea di Confcommercio, Confesercenti e Cna, che approvano l’introduzione, da domani, del super green pass. Del resto alla procedura “richiesta-scansione-via libera” ci sono abituati da quasi due mesi, come ricorda Bruno Ciuffi presidente di Confcommercio, e questa estensione della certificazione verde non li preoccupa, «anche ieri sera abbiamo informato su come sono i dettagli del decreto, e sono tutti molto sereni e tranquilli».

Il motivo, spiega il presidente, è che «alla gente interessa lavorare, evitando il rischio di chiusure e limitazioni. Questo sarebbe lo scenario peggiore. Lo stesso dicasi dei clienti, spesso e volentieri già con il Green pass in mano, tanto che non faccio in tempo a chiederlo che l’hanno già pronto». Anche Francesco Bennati, presidente Fiepet-Confesercenti conferma che per la categoria dei pubblici esercizi «tecnicamente non cambia nulla, e non ci sono problemi in tal senso. Anzi, visto che restiamo aperti, l’operazione è proficua. Più vaccini ci sono in giro e più possiamo continuare a lavorare». Le stesso messaggio è stato espresso dalla Cna Agroalimentare Massa-Carrara al vice ministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin e alla presidentessa della commissione Attività produttive alla Camera Martina Nardi, dicendosi disposta ad accettare un rafforzamento delle misure pur di abbassare la curva dei contagi. «Non ci possiamo permettere nuove chiusure -dicono il presidente Andrea Borghini, l’analogo di Cna Ristorazione Giovanni Genovesio e il responsabile Gabriele Rotini- l’economia ha bisogno di sicurezza e interventi decisi». L’obiettivo di questo settore è di «non subire nuove chiusure e per raggiungerlo si può anche rafforzare il piano delle vaccinazioni. Va considerato, infatti, che il solo annuncio di possibili chiusure per contrastare l’aumento dei contagi ha già provocato numerose disdette di prenotazioni per vacanze nel periodo natalizio. Non possiamo perdere un’altra stagione, pena la chiusura di migliaia di imprese».

Sicuramente la differenza tra questo dicembre e quello del 2020 è notevole. «Un anno fa eravamo chiusi», ricorda Bennati. «È importante capire che le variazioni di colore delle regioni grazie al vaccino non modificano per la maggior parte degli aspetti la nostra operatività. Anche in arancione, pur non lavorando a pieno regime, potremo lavorare non solo con l’asporto. È un passo avanti non indifferente». E questo grazie al vaccino, ma anche al rispetto delle regole. «Prima comprendiamo che il vaccino è l’unica via d’uscita da una crisi sanitaria ma anche economica e prima usciremo da questo impasse. Da due anni noi non abbiamo ancora recuperato i numeri pre pandemia. La speranza è il 2023, ma più acceleriamo e più ci avviciniamo alla normalità».

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