Quel gigante umile «scartato perché era troppo bravo»
sassalbo. Quella di Annibale Giannarelli è una storia davvero molto italiana. E per un sacco di motivi.
Perché parla di emigrazione, di talenti cresciuti fuori dai confini nazionali, di una notorietà eccezionale raggiunta dalla parte opposta del globo e rimasta quasi sconosciuta qui, a casa sua anche se almeno una volta nella vita tutti abbiamo fischiettato o canticchiato la sua canzone, quella della colonna sonora di uno spaghetti wenstern che ci portiamo nel cuore: “Lo chiamavano Trinità”.
Di Annibale Giannarelli il compositore Franco Micalizzi, disse che veniva «scartato da tutti perché era troppo bravo». Un uomo dalla corporatura possente, dalla voce profonda: una presenza scenica d’impatto. Per molti sullo stile di un grandissimo come Tom Jones. Non stupisce che abbia incantato la giuria di The Voice Senior. Ma al contempo anche una persona umile, che si emoziona parlando, ai microfoni della trasmissione di Antonella Clerici, di sé e della sua Sassalbo.
Annibale è nato in Lunigiana 73 anni fa e già a tre anni e mezzo faceva finta di suonare una fisarmonica immaginaria, come ha raccontato qualche tempo fa in una sua intervista. Per questo comincia molto presto a studiare musica. Nel 1961 i genitori, papà italiano e mamma nata in Australia ma da genitori italiani, lasciano la provincia di Massa Carrara diretti a Melburne. E Annibale non smette di suonare e cantare. Il suo talento non passa inosservato: di giorno frequenta la scuola «addormentandosi qualche volta sul banco», racconta, perché di notte si esibisce nei locali. Il passo dai palchi dei night club alla tv è breve. E la sua notorietà raggiunge anche l’Italia tanto che viene invitato a partecipare al festival di Sanremo (anche se poi il progetto non andrà in porto). L’Italia resta nel suo orizzonte, non solo sentimentale ma anche professionale. Così a 18 anni è di nuovo nel Bel Paese, cominciano le prime collaborazioni importanti e avviene l’incontro con Megalizzi che lo coinvolgerà nella realizzazione della colonna sonora di un film allora considerato di serie B con due semi sconosciuti che, anche grazie a quella interpretazione, conquisteranno il grande pubblico: Bud Spencer e Terenc Hill.
L’Italia però, almeno quella delle case discografiche, non è pronta ad accogliere la voce di Annibale che incide sì alcuni lavori ma poi decide di tornare in Australia per proseguire con successo la carriera avviata nella sua patria d’adozione.
A Sassalbo è tornato solo recentemente, per stare vicino all’anziana mamma e al fratello. Non cantava più. Ma il richiamo del palcoscenico deve essere stato, in qualche modo, irresistibile. Così si è messo in gioco con The Voice Senior e la sua prima apparizione è stata folgorante. Forse non per i suoi amici di Sassalbo e Fivizzano che del suo talento erano ben informati. Ma il resto del Bel Paese ha avuto di che sorprendersi. E siamo convinti che Annibale ci riserverà altre emozioni.
V.L.
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