Il Tirreno

montagne ed estrazione 

Nuovo piano del Parco, i dubbi degli ambientalisti

Manuela D’Angelo
Nuovo piano del Parco, i dubbi degli ambientalisti

Le osservazioni di Cavazzuti, Grossi, Leverotti e Nicola sul documento «Temiamo che per le sette cave chiuse, se ne aprano altrettante»

3 MINUTI DI LETTURA





Manuela D’Angelo

massa. Che il nuovo piano del Parco delle Apuane avrebbe scatenato il dibattito, tra gli ambientalisti, gli amministratori e anche i concessionari di cave, era naturale. Nicola Cavazzuti, Alberto Grossi, Franca Leverotti e Florida Nicola, dopo aver letto le prime notizie trapelate dal Parco e aver visionato alcune carte, nonostante non siano ancora state rese pubbliche, hanno voluto esprimere a caldo la loro opinione su quello che è stato definito un “Piano innovativo e unico nel suo genere”.

«In premessa, dobbiamo precisare che i Comuni che propongono l’apertura di nuove cave sono gli stessi cui spetta il ritiro delle concessioni a causa di abusi e purtroppo non l’hanno mai fatto – iniziano i quattro difensori storici delle Apuane – Il Parco, poi, è solito accettare le aperture proposte: nel suo lungo percorso ne ha respinte una decina, oggi attive, e ciò spiega la consolidata debolezza dell’ente che, di fatto, ha scelto di non fare il parco, ma di essere il legittimatore di cave, anche irregolari, come del resto, dopo valanghe di segnalazioni, l’avvocatura regionale ha riconosciuto nel 2017».

Nel piano ci sono però otto cave che andranno a chiusura per volere del Parco, ma gli ambientalisti poco si fidano: «Borella, la ex cava-teatro, su cui sono in corso inchieste della Procura e della Corte dei Conti – spiegano – è stata riaperta nel 2008 con accordi politici ratificati nel protocollo d’intesa del 2013; gli abusi, presenti dall’apertura, si sono susseguiti regolarmente fino a pochi mesi fa e c’è da comprendere la “stranezza” di una cava, prevista in chiusura dal Piano, che ha trovato già un nuovo acquirente. Colubraia, riaperta nonostante la presenza nel piazzale di cava della Buca dei Francesi (accatastata), soggetta ad una procedura di infrazione promossa dall’Europa per autorizzazione incompleta, più volte segnalata per abusi, ha avuto nel 2020 la pronuncia di compatibilità ambientale negativa perché il Comune ha dichiarato decaduta la concessione di 29 anni, affidando i beni ad altre società. È attivo un ricorso al Tar sulla decisione amministrativa del Comune. Colubraia Formignacola, riaperta dopo 20 anni, nonostante due cavità carsiche nel piazzale (una accatastata) e l’intercettazione in galleria di una grotta attiva “con rare concrezioni eccentriche”, ha distrutto un tratto della settecentesca via Vandelli ed è sospesa per abusi da dicembre 2020. Regolarmente autorizzata: farà ricorso al Tar? Su Buca – continuano – c’è da dire che chiuderla è un dovere anche perché 9 mappali su 10 sono di uso civico e perché è impressionante la relazione del presidente degli speleologi, che denuncia la devastazione del sito, la scomparsa di due ingressi e la trasformazione di altri». E ancora: «Valsora: ma quale Valsora? La domanda è legittima, anche se il Presidente nell’incontro con gli ambientalisti ha chiarito che si tratta di Valsora Palazzolo. Valsora è cava attiva, autorizzata dal Parco e anche dal Comune, nonostante la presenza dei 100 tritoni (che oggi convivono a 20 metri con lo scavo in galleria) e la qualifica di sito di importanza erpetologica italiana. Il Parco ha dato parere favorevole consentendo al Comune di autorizzarla. La cava oggi è attiva. Poco sopra c’è Valsora Palazzolo, al momento ferma, ma autorizzata da Parco e Comune nonostante i gravissimi abusi di “alterazione permanente dello sky-line” lato Carrara e asportazione di un pezzo di monte senza paesaggistica e senza uno straccio di autorizzazione. Nei mesi scorsi la cava è regolarmente passata di mano. Che sia Valsora o Valsora Palazzolo poco importa: ricorrerà al Tar il concessionario interessato? Ma ancora di più temiamo che la ricompensa per le 7/8 cave chiuse sia l’apertura di altrettante aree estrattive».© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa