Sicurezza
Italia Nostra: «Ma serve subito un progetto cantierabile»
MASSA. «Esprimiamo una certa soddisfazione ed al tempo stesso una certa cautela nell’apprendere che la Buca degli Sforza è stata inserita dal ministero della Transizione ecologica nella lista dei siti orfani. Soddisfazione perché questo rende più concreta la possibilità di andare a mettere in sicurezza e bonificare il sito. Cautela doverosa perché il necessario finanziamento sarà richiesto da molti Comuni e saranno certamente privilegiati quelli che presenteranno un progetto esecutivo cantierabile di bonifica, cosa che al momento il Comune di Massa non ha».
Questo l’inizio della lettera che il presidente di Italia Nostra Massa-Montignoso Bruno Giampaoli ha scritto al sindaco Francesco Persiani, dopo aver appreso che il governo centrale destinerà parte dei fondi Pnrr a “riqualificare” Buca degli Sforza.
Giampaoli ricorda anche che la discarica «fu “riscoperta” nel 1996 durante i lavori di risistemazione del Canalmagro grazie all’ingegner Milani e al compianto ingegner Tinelli, entrambi soci di Italia Nostra, associazione che da allora si è sempre battuta per il recupero naturalistico di quest’area con articoli, visite guidate e anche una denuncia in Procura che non ha avuto alcun esito.
«Forse – conclude Giampaoli – a cinquant’anni dal riempimento e a venticinque dalla riscoperta dopo l’oblio si apre una finestra. Vediamo che non si chiuda».
Tra coloro che hanno denunciato il pericolo ambientale e sanitario rappresentato dalla Buca anche il presidente del comitato “Il Mondo nelle nostre mani” Pietro Morelli ed il suo vice Luca Iacopetti.
«Il decreto ministeriale contenente l’elenco dei “siti orfani” – spiega Morelli – afferma ambiguamente che i fondi stanziati serviranno alla “riqualifica” di queste aree, ma noi chiediamo che Buca degli Sforza non venga semplicemente messa in sicurezza, ma bonificata completamente. Non è isolando la contaminazione e lasciando i veleni nel sito che si risolvono i problemi, ma solo attraverso la loro rimozione totale, che è ciò per cui continueremmo a batterci».
Clara Gonnelli del Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico considera un fatto positivo lo stanziamento dei fondi necessari al recupero ambientale della Buca, ma si augura che anche per il resto del Sin/Sir apuano arrivino presto notizie incoraggianti.
«La data del 31 dicembre 2022 come limite entro il quale dovranno essere spesi i 25,5 milioni di euro già disponibili per la bonifica del territorio, – ha detto – deve spingere tutti gli enti competenti ad procedere nei tempi più rapidi per non rischiare di perdere questi finanziamenti».
D.C.
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