Il Tirreno

il futuro della costa 

Lavori anti erosione nel mirino «Paghiamo tutti per pochi»

C.S.
Lavori anti erosione nel mirino «Paghiamo tutti per pochi»

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massa. Se sulla testa dei balneari c’è la spada di Damocle delle aste, quella spada non è l’unica perché da decenni i titolari delle concessioni fanno i conti con il mare che avanza. Anche in questo periodo i balneari hanno sollecitato, più volte, un accelerazione per gli interventi di messa in sicurezza e di difesa della costa. Anche su quegli interventi punta gli occhi (leggi articolo sopra) il gruppo “I 500 in battigia”. Lo fa invitando ad una riflessione sui costi benefici perché – spiega Matilde Balatresi Nocchi, coordinatrice del gruppo – paghiamo tutti per opere che interessano qualche bagno: «La Regione ha istituito una task force sul tema dell’erosione, tema che è sempre stato affrontato in funzione della tutela degli stabilimenti balneari». Delle imprese – per parafrasare – prima che della costa.

Secondo Balatresi Nocchi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che fissa al 2024 le aste per le concessioni, è indispensabile ripensare in modo nuovo gli interventi antierosione: «I lavori vengono eseguiti con i soldi pubblici, ci sono cittadini toscani che vivono nell’entroterra, ben distanti dal mare e pagano i lavori antierosione in quattro stabilimenti. Chiediamo alla Regione (che sui lavori ha competenza ndr) di interloquire con noi».

Proprio per fare il punto sul futuro dell’arenile dopo la sentenza del Consiglio di Stato, per gennaio il gruppo “I 500 sulla battigia” ha promosso un incontro in presenza con la società italiana dei geologi e l’introduzione del vicepresidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini. Un incontro, quindi, per parlare del futuro della costa apuana e non soltanto.

C.S.
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