Sicurezza
Francesca e la forza: davanti ai nazisti non un passo indietro
Uno scrittore, Valerio Capraro in visita a Carrara rimane colpito dalla vicenda delle donne del 7 luglio e le dedica un lungo post
Alessandra Vivoli
carrara. «Quando i nazisti alzarono il fucile contro di lei, lei fece un passo in avanti». Con queste parole lo scrittore Valerio Capraro parla di una donna simbolo di Carrara e di una delle pagine più belle della storia della Resistenza.
«Era il 7 luglio 1944, quando il tenente nazista Tobbens affisse un bando in cui si ingiungeva alla popolazione di Carrara di raccogliersi per dare inizio allo sfollamento. L’obiettivo era fare terra bruciata attorno alle nascenti formazioni partigiane – scrrve Capraro in un luno post su facebook – Ma le donne di Carrara sono dure come il marmo per cui la loro città è famosa e, nei giorni seguenti, diedero vita a una protesta memorabile. L’11 luglio, le militanti dei Gruppi di Difesa della Donna bussarono di porta in porta e invitarono le donne a uscire di casa e protestare. Queste non ci pensarono due volte, abituate come erano a fare avanti e indietro a piedi da Carrara a Parma, per portare rifornimenti ai partigiani durante il durissimo inverno del ’44».
«Il corteo crebbe di minuto in minuto. Da poche decine di persone, a centinaia, infine una marea umana, interamente formata da donne e giovanissimi, attraversò la città lungo la linea Gotica e arrivò fino a Piazza delle Erbe, dove era presente il mercato ortofrutticolo.Qui trovarono il blocco dei soldati nazisti. Quando lo videro, le donne cominciarono a ribaltare tutti i banconi del mercato, gridando la frase: “Preferiamo morire di fame qua, che mangiare altrove”. A quel punto, i soldati alzarono il fucile contro di loro».
«Francesca Rolla e le altre donne nella prima fila del corteo pensarono tutte la medesima cosa: “Se retrocediamo, le donne dietro di noi si spaventano e scappano. Se retrocediamo di un solo passo, vincono i nazisti” – continua – E allora fecero esattamente l’opposto. Prima una, poi l’altra, fecero un passo in avanti. Poi successe. I nazisti abbassarono i fucili, si girarono e se ne andarono. La città di Carrara non fu sfollata, né quel giorno, né mai più».
Un racconto suggestivo. Una città e una storia che hanno colpito lo scrittore. «Ho avuto l’onore di essere ospite di Carrara e, devo dire, ho scoperto una città molto interessante, con una importante storia partigiana lungo la linea Gotica – spiega raggiunto dal Tirreno Valerio Capraro – una delle poche comunità anarco-sindacaliste ancora attive, nonché una significativa presenza artistica: su diecimila abitanti del centro storico, mille sono studenti dell’Accademia delle Belle Arti. Ne risulta una cittadina zeppa di botteghe d’arte che sicuramente merita una visita. Ho deciso di parlaredi una storia molto bella, che mette insieme varie cose, la resistenza e la forza delle donne».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
