Sicurezza
Meno entrate causa Covid, rivisti i numeri di bilancio
massa. Approvata dal consiglio comunale l’ultima variazione di bilancio. Si tratta della diciannovesima in questo particolare anno, con la pandemia che ha comportato degli aggiustamenti in corso d’opera, visto l’insorgere di spese, contrazioni delle entrate, imprevisti ma anche trasferimenti dallo stato, o economie tra i settori.
La variazione, come spiegato dall’assessore Pierlio Baratta, «viene finanziata con un avanzo di un milione e 200 mila euro, derivanti in parte dal fondo per il personale e dirigenza, e in parte dall’avanzo accantonato». Dalla ricognizione emergono infatti minori entrate e maggiori spese, come la contrazione delle entrate correnti di 460 mila euro, derivanti in gran parte dalla riduzione Imu e dall’addizionale Irpef, ma dal pari si registra un incremento dei trasferimenti correnti di 215 mila euro, imputabili al Fondo di solidarietà comunale e a quello per i ristori. Contrazione anche in altre entrate, come Canone unico, multe e parcheggi, mense, Canone pubblicitario. Aumenta la spesa in conto capitale di 139 mila euro, e per quanto riguarda la spesa corrente, ci sono 250 mila euro per Cermec, 50 mila euro di Iva all’erario, la produttività del personale che quota 360 mila euro, 60 mila euro per minori e famiglie, e altri 50 mila per contributi ad attività culturali. Dalle minoranze poco da dire sui numeri; semmai sul poco tempo per studiare le carte, e i pochi dettagli. A farlo notare sono stati ad esempio il capogruppo Pd Gabriele Carioli e la collega di Italia viva Dina Dell’Ertole. Paolo Menchini dei 5 stelle ha chiesto le ragioni di questa variazione «in negativo», visto che alcune voci, come Istruzione, Politiche giovanili e Diritti sociali registrano minori spese.
Sulla questione politica, e di metodo, è intervento Alessandro Volpi, Pd, ritenendo la variazione come l’ennesimo caso di assenza di indirizzo politico. «Mi aspetterei che quando si parla di variazioni si indicassero le priorità. Non si capisce l’indirizzo politico di spendere di più in un capitolo piuttosto che in un altro. Ogni volta si procede in questo modo: una puntuale esposizione dei numeri, un intervento o due della maggioranza a ribadire il concetto e siamo chiamati a votare. È un’osservazione di metodo, senza polemizzare, ma così facendo il consiglio si sta politicamente svilendo». «Per noi non c’è un settore preminente rispetto ad un altro -gli ha risposto il forzista e presidente della commissione Bilancio Piergiuseppe Cagetti-. L’equilibrio è la linea portante, non c’è una visione particolaristica come nel passato, e che porta ad errori». E infine l’assessore Baratta, ribadendo la sua disponibilità al dialogo, in commissione e fuori, rigettando le accuse di poca trasparenza e difendendo la scelta di trattare la materia in quanto tale, cioè tecnica, e senza fare interpretazioni di politica economica. «Non sono state sottratte risorse, semmai sono state liberate. Ogni mese interpelliamo i dirigenti per accertarci se ci sono economie interne».
Ivan Zambelli
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