Sicurezza
«Con più vaccini, in corsia avremmo solo cinque pazienti»
L’analisi del dottor Biselli sull’andamento della pandemia e il grido d’allarme delle istituzioni: pochi medici di base
MASSA. «Se fossimo tutti vaccinati ora avremmo solo cinque ricoverati al Noa. Invece sono venti». Parola di Giuliano Biselli, direttore sanitario dell’ospedale delle Apuane tra gli ospiti della Festa della Toscana che la Provincia, con il presidente Gianni Lorenzetti, e l’Ordine dei medici, guidato dal dottor Carlo Manfredi, hanno voluto declinare in una occasione di riflessione sulla pandemia, su cosa ha significato per i servizi ospedalieri e per quelli territoriali sempre più “sguarniti” di risorse adeguate a soddisfare le esigenze della popolazione. In altre parole: i medici di medicina generale sono troppo pochi.
Una riflessione, insomma, sulle criticità attuali del sistema sul quale continua a gravare la scure dei tagli «a significare – commenta Lorenzetti – che le fragilità della sanità evidenziate dal Covid sono una lezione che non abbiamo ancora imparato».
«Non siamo, fortunatamente, nella situazione in cui ci siamo trovati quasi due anni fa» precisa Biselli parlando dei malati Covid in ospedale. Il ricordo dell’inizio della pandemia a Massa è drammatico: «Siamo passati dai primi casi di positività a Pontremoli e Fivizzano a una situazione pesantissima nonostante credessimo di essere preparati. A conferma del fatto, evidente anche oggi, che questa pandemia ha messo in crisi qualunque sistema sanitario, di qualsiasi tipo. Avevamo attrezzato un “repartino” Covid, da 18-20 posti letto e altri 2-3 posti in terapia intensiva. In due settimane ci siamo ritrovati con 40 pazienti in terapia intensiva quasi tutti intubati per un totale di 180 ricoverati». Non un’ondata. Uno tsunami. Che ha costretto l’ospedale a occuparsi quasi esclusivamente di Covid. Diversamente da quello che accaduto con la seconda ondata, pur grave in termini di contagi e decessi: «Ce l’aspettavamo ed eravamo più preparati – continua Biselli – così a differenza della prima ondata ci siamo organizzati perché l’ospedale funzionasse anche per tutto quello che non riguardava il Covid, tutelando il percorso chirurgico e quello cardiologico, per esempio». La vera svolta, però, è arrivata con il vaccino: «Non abbiamo più visto, dopo la massiccia campagna vaccinale, arrivare in ospedale a flotte gli anziani, soprattutto quelli delle rsa». E siamo all’oggi, a una situazione che Biselli definisce «relativamente tranquilla». I ricoveri a ieri erano 20: 18 ordinari, due in terapia intensiva, entrambi non vaccinati. «Se fossero tutti vaccinati le persone ricoverate sarebbero solo cinque – spiega – I pazienti vaccinati ricoverati per Covid sono soprattutto anziani che hanno completato il primo ciclo vaccinale, con le due dose, intorno a marzo. I non vaccinati sono più giovani, tra i 40 e i 65 anni, con situazioni di polmoniti più gravi. Spesso sono interi nuclei familiari». Per i casi – in aumento – delle ultime settimane il Noa è attrezzato: «Abbiamo 18 posti letto in un reparto Covid dedicato che possono salire a 22 con due stanze del reparto malattie infettive, oltre ai letti di terapia intensiva: al momento sette dedicati ai casi Covid». E non ci sono solo pazienti apuani. L’ospedale segue anche quelli che arrivano dalle cure intermedie, mandati a Massa dall’Asl Toscana Nord Ovest.
«Cosa ci fa paura in questo momento? – conclude Biselli – Certamente anche la variante sudafricana sulla quale ci vorrà tempo per capire se sono efficaci i vaccini. Sappiamo bene che questa variante arriverà e si diffonderà anche per l’allentamento delle misure preventive: le occasione di aggregazione che sono state ripristinate favoriscono una certa diffusione. E il problema è proprio qui: anche se la variante che non determina un aumento di gravità della patologia rischia di diffondersi in persone anche vaccinate che, rivolgendosi all’ospedale per un qualunque motivo, una frattura o una appendicite, richiedono il ricovero in un reparto dedicato che sottrae risorse e spazi a altri percorsi sanitari. In altre parole l’aumento dei contagi rischia nuovamente di avere un impatto sul percorso chirurgico e le attività ambulatoriali».
Per scongiurare questa situazione la risposta numero uno è il vaccino. Lo ribadisce a chiare lettere il presidente dell’ordine dei medici, Manfredi. Che sottolinea la non rinviabilità della messa a disposizione dell’intera comunità mondiale di ciò che la scienza è riuscita a ottenere nella lotta contro il Covid. Il tema è quello dei brevetti per il siero antivirus: «La variante si sviluppa se il virus corre liberamente e si replica senza alcun freno – spiega – per impedirlo c’è solo una risposta: il vaccino». Utile soprattutto nelle fasce di popolazione ancora a rischio «prima tra tutti quella dei giovanissimi» aggiunge.
Le conclusioni della giornata sono toccate a Lorenzetti che non si è limitato a commentare con preoccupazione i possibili nuovi tagli alla sanità, ma ha ribadito come la provincia si trovi a vivere oltre all’emergenza pandemica anche il problema della carenza di medici di medicina generale, punti di riferimento per intere comunità soprattutto con la pandemia ma anche ben oltre questa: «Non possiamo pensare che il medico curante sia un professionista diverso, che cambia ogni volta che ci rivolgiamo a lui e che anche se sa di noi quel che c’è scritto nella nostra scheda sanitaria in realtà di noi non sa niente». Motivo in più, questo, per consegnare ai medici recentemente andati in pensione in provincia di Massa Carrara, un attestato per lo straordinario lavoro portato avanti – per ciascuno di loro – nelle comunità di riferimento. Le pergamene sono andate a Franco Alberti, Danilo Bianchi, Narciso Buffoni, Luigi Cheribini, Armando Colle, Flavio Corsini, Luigi Delia, Dino Giannarelli, Pier Luigi Mazzoni Fronti, Marco Moscatelli, Alberto Nardi Perna, Lucia Polito, Lia Salvetti, Sergio Salvi, Giuseppe Scattina, Daniele Sergiampietri. Anche Carlo Manfredi, “fresco” di pensionamento, ha ricevuto la pergamena, consegnata pure a Biselli per i colleghi ospedalieri andati a riposo quest’anno.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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