Il Tirreno

La segnalazione  

L’esito della visita non arriva «Sono in ansia da settimane»

Alessandra Poggi

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Carrara. Prima le era saltata la mammografia di dieci mesi perché non le era stato recapitato l’avviso, adesso per lo stesso motivo dovrà andare a Pisa di persona a ritirare il risultato della biopsia. Come avevamo già raccontato a fine ottobre, una nostra lettrice lamenta problemi di mancato recapito della corrispondenza nel paese di Miseglia bassa, dove risiede. E stavolta visto che dall’Asl pisana le hanno detto che il referto è stato spedito il 3 novembre, la donna si è rivolta ai carabinieri per chiedere di sollecitare Poste Italiane. E proprio in questi giorni, anche un residente di via Provinciale a Bonascola riferisce di non ricevere posta da più di due mesi, con tutte le conseguenze spiacevoli del caso. A cominciare dalle bollette che scadono senza che lui riesca a pagarle. Tornando alla residente di Miseglia, come scritto, la posta arriva in ritardo, non solo le bollette, ma anche documenti come l’avviso di convocazione per la mammografia e il risultato della biopsia, appunto. Con implicazioni anche psicologiche: «Sono in ansia perché non so cosa ci sia scritto nella mia biopsia – racconta la donna –; visto che il risultato tardava ad arrivare ho chiamato l’ospedale di Pisa. Dopo varie telefonate sono riuscita a parlare con il reparto e mi hanno detto che il risultato era stato spedito il 3 di novembre. Non avendolo ricevuto ho chiesto cortesemente l’esito, ma mi hanno detto che non era possibile per questioni di privacy. Per farla breve: devo ritornare a Pisa e farmelo consegnare a mano. Prima mi era saltata la mammografia di dieci mesi, adesso non mi arriva a casa il risultato che aspettavo con ansia. Mi sono rivolta ai carabinieri perché non si può giocare con la salute delle persone. Se avessi avuto qualcosa di negativo in dieci mesi facevo in tempo a morire. E ho saputo che la mammografia era slittata solo perché ho chiamato Asl. La posta arriva raramente e quasi sempre quando arriva le bollette sono scadute. Finché si tratta di bollette, troviamo una soluzione, ma quando si tratta di salute le cose cambiano. Per questo ho chiesto ai carabinieri come intermediari con Poste visto che io non ci riesco a parlare. All’ufficio smistamento di via Pascoli – conclude la donna – il telefono suona a vuoto oppure c’è la segreteria. Non riesco a capire il motivo, se c’è un problema magari legato all’omonimia».

E nel frattempo da Poste Italiane arrivano due punti della situazione su entrambe le questioni. E così fanno sapere che per la signora, dopo le verifiche del caso, «non c’è nulla in giacenza». Per quanto riguarda il caso di Bonascola, invece, «il postino ha tutto sotto controllo, spesso accade che le compagnie consegnino le bollette a ridosso della scadenza e può accadere che arrivino a ridosso della scadenza di pagamento».

Alessandra Poggi

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