Gioco
Sono raddoppiate le richieste di aiuto soprattutto da parte delle famiglie italiane
Da inizio anno oltre 17mila pasti donati. Ogni mese ben 110 famiglie ricevono beni di prima necessità
Sara Lavorini
massa. Sempre più richieste di aiuto alla Caritas di Cervara. La visita del prefetto di Massa Carrara, Claudio Ventrice, alla mensa dei poveri gestita dal centro sociale Caritas Onlus stata anche l’occasione per parlare dei numeri dell’emergenza. Ad accogliere Ventrice c’era Paolo Mannucci coordinatore del centro Caritas, don Michele Bigi viceparroco della chiesa Madonna Pellegrina, i volontari che quotidianamente lavorano per offrire un pasto caldo alle persone in difficoltà.
Sono stati oltre 17 mila i pasti donati dalla Caritas di Cervara nel 2021, un numero davvero significativo che testimonia la triste realtà di povertà, in cui versa Massa. La pandemia e la crisi economica che ne è derivata, hanno contribuito pesantemente a peggiorare le condizioni di vita di molti cittadini e stranieri senza fissa dimora. Potersi permettere un pasto caldo quando ci sono dei figli da mantenere oltreché, bollette affitto spese mediche e molto altro ancora da pagare, spesso diventa davvero impossibile. «La situazione peggiora di anno in anno, non posso negarlo – dichiara don Giuseppe Cipollini presidente del centro sociale Caritas – il nostro servizio mensa ormai è diventato un punto di riferimento per molte famiglie. Ad oggi abbiamo servito ben 17.280 pasti, con una media di 48 al giorno. La differenza rispetto a qualche anno fa è che a farne richiesta sono soprattutto i concittadini italiani, rispetto agli extracomunitari. Inoltre abbiamo distribuito una volta al mese, oltre 110 pacchi di viveri a famiglie che preferiscono restare anonime e non venire alla mensa per timore di essere riconosciute da qualcuno. Solo nel 2019 – analizza Don Cipollini – i pacchi che noi donavamo erano 55. C'è stato un aumento del cento per cento, perché il Covid-19 ha peggiorato delle realtà che già prima erano precarie». La mensa della Caritas in Cervara è sostenuta soprattutto grazie ai contributi e alle donazioni di privati, associazioni, enti locali, la Coop di Querceta, la Regione Toscana, la Caritas diocesana e le offerte del 5 per mille. Però anche i costi per garantire le norme anti contagio sono aumentati notevolmente: i pasti devono essere messi in vaschette monouso, con forchette cucchiai coltelli e bottigliette d'acqua rigorosamente usa e getta. Impossibile tutt'oggi fare sedere le persone ai tavoli per le regole anti Covid-19. «Nei cesti alimentari è possibile trovare – spiega Paolo Mannucci – caffè, pasta, cibi in scatola, latte, biscotti ma anche detersivi e saponi. Per chi non se la sente di venire alla mensa, perché preferisce rimanere nell'anonimato e non farsi vedere da nessuno, cerchiamo di garantire ugualmente un aiuto. Inoltre diamo la possibilità almeno due volte alla settimana, alle persone che ne fanno richiesta, di farsi una doccia ai bagni della nostra struttura. Mettiamo a disposizione acqua calda, sapone, shampoo, bagnoschiuma e asciugamani. Cerchiamo davvero di prenderci cura a 360 gradi di chi è in difficoltà. Ci auguriamo che con il prossimo anno potremo tornare a fare sedere le persone ai tavoli, ma è necessario anche assistere questi cittadini o extracomunitari, dal punto di vista sanitario perché in molti di loro non hanno ancora il Green pass. Spesso sono persone senza fissa dimora ed è veramente difficile seguirli adeguatamente. Colgo l'occasione per ringraziare gli oltre venti volontari che si danno da fare per la mensa della Caritas. Tasto dolente le scarse risorse a nostra disposizione per porter garantire una giusta assistenza per tutte le necessità».
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