Sicurezza
La sferzata del Comune sul Politeama: «Il sequestro non blocca i progetti»
Palazzo civico fa chiarezza: per i lavori basta prendere accordi con la Procura. E una superperizia potrebbe accelerare tutto
Alessandra Vivoli
Carrara. Due crolli (nel 2008 e nel 2011). Un processo che va avanti da tredici anni e un simbolo, il teatro storico della città, colpito al cuore con le ferite, evidenti, fatte di transenne e dell’erba alta che cresce proprio accanto a quello che un tempo era l’ingresso principale del salotto buono della città.
Una situazione complessa, su questo non ci sono dubbi, ma che, a quanto pare, potrebbe essere risolta: con un progetto e con una superperizia. Non facilmente e non in tempi stretti, ma l’edificio identitario di Carrara – stando a quello che viene messo in chiaro proprio in queste ore da Palazzo civico – potrebbe essere rimesso a posto e dire addio a degrado e incuria.
i progetti
Si è tornati a parlare di Politeama non solo in concomitanza con la nuova udienza in tribunale del processo per crollo colposo, ma anche per i progetti legati alla premialità del marmo, quelli legati all’articolo 12 che può - spiegato in termini semplicistici - allungare la durata delle concessioni di cava sulla base di interventi di riqualificazione sul territorio.
Il Politeama era finito subito nel mirino di alcuni grandi imprenditori del lapideo, ma la situazione sembrava sotto scacco di burocrazia e sequestri e quindi difficile approccio, nonostante le buone intenzioni.
Da Palazzo civico fanno chiarezza: «il sequestro del Politeama non inficia la presentazione di progetti, è necessario naturalmente chiedere i permessi alla Procura, come abbiamo fatto noi per il lato di via Roma».
In sostanza la possibilità di legare la durata delle concessioni alla ristrutturazione del palazzo simbolo di Carrara esiste ma resa una situazione complicata, questo sì, anche per il numero di proprietari da mettere d’accordo.
La super perizia
Ci sarebbe anche un altro modo per mettere la parola fine alla lunga chiusura del Politeama. Si tratta – e ne avevamo già parlato proprio sulle cronache del Tirreno – di una superperizia giurata dal giudice e in contraddittorio con le parti . Una perizia da cui potrebbe dipendere il dissequestro e la messa in sicurezza in tutte le parti del palazzo. E il dissequestro potrebbe avvenire molto prima della fine del processo di primo grado. Se il giudice disponesse la perizia nel giro di sei mesi potrebbe arrivare il dissequestro perché l’immobile, a quel punto, sarebbe "periziato". La perizia sarebbe a carico del tribunale e se si concludesse con l’impossibilità di dare risposte risulterebbe inutilmente gravosa e quindi ai costi già sopportati per le consulenze del pm si aggiungerebbero per lo stato nuovi ingenti esborsi. E è proprio questo che, fino ad oggi, avrebbe tenuto ferma la strada della super perizia.
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