Attenzione
Il Centro Donna Lunigiana sperimenta il reddito di libertà
Gianluca Uberti
Aulla. Ieri era il 25 novembre, data in cui si celebra la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, e da tredici anni il Centro donna Lunigiana, gestito dalla Società della salute, offre un servizio di accoglienza e consulenza alle donne vittime di violenza e non. Il Centro, che fa parte della rete dei centri anti-violenza riconosciuti dalla Regione Toscana, si pone l’obiettivo di dare informazioni e creare consapevolezze. Attivo sul territorio dal settembre 2008, il Centro donna Lunigiana è diventato perno delle reti di contrasto al fenomeno della violenza di genere e martedì scorso ha partecipato alla presentazione del tredicesimo rapporto sulla violenza di genere della Regione Toscana. I dati fotografano la seguente situazione. E dunque, partendo dalle caratteristiche: 71,6% sono italiane; 60% di età compresa tra i 30 e i 49 anni; 42,5% con licenza media superiore; il 55,6% di queste non può contare su una propria autonomia economica; il 60% non può contare su una rete familiare o amicale. Il tipo di violenza: 85% psicologica; 60,9% fisica; 27,2% economica; 21% fatta di minacce. Chi commette violenza, secondo lo studio, nel 55% dei casi è il partner attuale; 24,6% ex partner; 12% un membro della famiglia di origine. Le caratteristiche dell’autore della violenza sono: 80% italiani; 57% di età compresa tra i 40 e i 59 anni, in quasi la metà dei casi coniugati; 44% con diploma di scuola secondaria di primo grado; 48% dei casi risultano occupati in forma stabile. Dall’analisi dei dati si capisce quanto importante sia l’autonomia economica: a questo proposito, il Centro sta sperimentando la recente adozione del “Reddito di libertà”, destinato a donne vittime di violenza seguite dai centri anti-violenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali. La misura consiste in un contributo economico stabilito nella misura massima di 400 euro mensili. Il Centro donna Lunigiana, in particolare, offre un servizio di accoglienza e ascolto telefonico per le persone che richiedono consulenza e informazioni in risposta a stati di disagio o difficoltà di vario genere; facilita l’accesso alle informazioni e alla legislazione sui temi delle pari opportunità; promuove la diffusione di una cultura di genere in tutti i campi del sapere e della vita quotidiana; offre consulenza, orientamento e crea spazi di incontro virtuali e reali; promuove la logica del lavoro di rete tra gli enti locali, i sindacati, le associazioni femminili, le commissioni, i comitati e gli assessorati alle pari opportunità, le donne presenti nelle istituzioni locali e le forze dell’ordine. Il Centro è collegato al numero nazionale anti-violenza 1522. Ecco come contattare le operatrici e il gruppo di consulenza: telefono 345-7413683 e relativo profilo Whatsapp; posta elettronica centrodonna1@gmail.com.
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