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il presidente del consiglio 

«Per i posti a sedere, ho subito pressioni da molti»

Ivan Zambelli
«Per i posti a sedere, ho subito pressioni da molti»

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Ivan Zambelli

massa. Adesso si litiga anche sui posti a sedere. Non c’è pace in maggioranza, tanto che ad ogni consiglio si aggiunge una nuova querelle. Lunedì sera è stata la volta della lista Persiani, che insieme al sindaco ha platealmente abbandonato la seduta in polemica con il presidente Stefano Benedetti.

Il motivo? Il cambio dei banchi a favore della Lega, ma che ha spostato i tre civici dalla prima alla seconda fila. Per il gruppo “Persiani sindaco” infatti lo spostamento sarebbe frutto dell’imperio del presidente Benedetti, che li avrebbe voluti punire per una nota stampa dei giorni scorsi: «Vogliamo stigmatizzare – ha dichiarato all’assise la consigliera della lista “Persiani sindaco” Lucia Bongiorni – il comportamento del presidente del consiglio che si permette, nell’esercizio delle sue funzioni, di prendere un provvedimento che lui stesso ha ammesso essere dettato da un comunicato stampa a firma del mio gruppo e che l’ha contrariato».

Quella nota era in risposta ad un’altra del presidente in cui Benedetti lamentava i tanti cambi di casacca dei consiglieri. I civici da parte loro evidenziavano che anche i consiglieri di Forza Italia provengono da altri gruppi. Da lì a poco lo spostamento dei banchi. Quanto basta per trovare una connessione di causa ed effetto. «Questo atteggiamento è scorretto, pericoloso – ha concluso Bongiorni in aula – Oggi tocca a noi, ma domani potrebbe toccare a tutti i gruppi di maggioranza, e ciò spinge a tenere a mente questi atteggiamenti prevaricatori».

«È bene fare chiarezza – ha detto Benedetti mentre i consiglieri uscivano, rimanendo impassibile ma utilizzando parole altrettanto forti – Mi si accusa di aver risposto ad un articolo fatto dal gruppo “Persiani sindaco”. Ma è una sua idea – ha detto rivolgendosi a Lucia Bongiorni – una sua conclusione senza prove. Direi anche una diffamazione, una calunnia; perché nulla lo può provare. Hanno fatto un articolo contro il presidente e credono che il presidente si sia vendicato. Ebbene, che si sappia come si sono svolte le cose, mi dispiace solo parlarne con tutti i problemi che ci sono a Massa». E infatti Benedetti ha spiegato di aver agito sì in autonomia, ma dopo che da una riunione informale era uscito un confronto «aspro e duro, e mi fermo qui. Il giorno successivo ho subito pressioni, non voglio dire paroloni come minacce, ma messaggi di diversi consiglieri in cui ognuno voleva il suo posto». Benedetti ha preso la decisione seguendo il regolamento e affidandosi – spiega – al buon senso mettendo vicini, nello stesso “blocco”, i nove consiglieri della Lega.

A movimentare la seduta consigliare non solo l’uscita dei tre civici, ma anche quella del sindaco. Sembrava quasi un’uscita momentanea, per altri impegni. Ma poi non è tornato. Certamente ci sono questioni più profonde se in consiglio comunale si arriva a discutere sulla posizione a sedere.

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