Attenzione
Italia Viva: l’hub nell’ex ospedale non è adatto
carrara. Sono 155 i nuovi casi di contagio in provincia, nell’ultima settimana, 123 dei quali nella zona apuane e i restanti n Lunigiana. La percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose sulla costa è complessivamente è dell’86, 5%. In Lunigiana è dell’82, 8%.
Intanto Italia Viva critica l’utilizzo dell’ex ospedale massese perché «non adatto per proseguire le vaccinazioni: chiusi i battenti del padiglione di CarraraFiere, infatti le dosi anti-Covid da lunedì 18 ottobre – si legge in una nota di Fabrizio Volpi – vengono somministrate al secondo piano dell’ex ospedale di Massa e, dal primo giorno di operatività, tutti rimpiangono le quasi 127 mila dosi e 115 mila i cicli completati all’hub di Marina di Carrara. Ciò posto è chiaro che con l’aumento giornaliero dei contagi e la eventuale terza dose obbligatoria si tornerebbe a contare i grandi numeri dei mesi scorsi. Quindi in presenza della quarta ondata la decisione di tenere chiuso l’hub di Marina di Carrara, struttura valutata dall’Asl sproporzionata sia in termini strutturali che in termini economici, per Italia Viva deve essere assolutamente rivista».
La salute e il benessere dei cittadini, dicono ancora da Italia Viva, «ha la priorità su tutto anche se utilizzare l’ex ospedale di Massa, che è una struttura di proprietà dell’Asl, permette di non pagare alcun canone di utilizzo, il che si traduce in un cospicuo risparmio. Ma nel caso in cui per esempio vi fosse l’estensione delle fasce di età a cui somministrare le terze dosi e l’avvio delle vaccinazioni anche per i bambini tra i 5 e gli 11 anni va da sé che l’azienda avrà l’obbligo di rivalutare il potenziamento della sede attuale. L’obiettivo di salute e contrasto al virus infatti è rispondere in maniera adeguata e proporzionata alle esigenze della cittadinanza ed un’altra soluzione, come già sperimentata in altre realtà, potrebbe essere di riorganizzare le somministrazioni a livello di distretti attraverso una modalità diffusa in piccoli spoke territoriali. Italia Viva nell’uno o nell’altro caso, spinge a prendere decisioni subito perché visto che il virus è imprevedibile, occorre prevedere fin da subito un rafforzamento dei punti di somministrazione, soprattutto in vista di gennaio, quando ci sarà il picco di persone potenzialmente vaccinabili».
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