Il Tirreno

Parlano i comitati e gli ambientalisti 

«Nostre richieste per adesso sono disattese»

D.C.
«Nostre richieste per adesso sono disattese»

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massa CARRARA. Al termine dell’incontro di ieri in Prefettura la sottosegretaria del Ministero della transizione ecologica Ilaria Fontana ha annunciato che giovedì scorso Sogesid Spa, società del Ministero, ha consegnato lo studio per il risanamento ambientale della falda Sin/Sir apuana, confermando che adesso le intenzioni non sono più quelli di realizzare il risanamento ambientale dell’acquifero attraverso una mega barriera idraulica, prevista dallo studio Icram del 2018, ma andare piuttosto a potenziare i barrieramenti idraulici già esistenti nelle aree più critiche. Gli interventi proposti da Sogesid, infatti, prevedono la realizzazione di 4 nuove barriere idrauliche a valle delle principali sorgenti di contaminazione. Ogni sistema di barrieramento, inoltre, sarà provvisto di un proprio impianto di trattamento delle acque di falda prima dello scarico, che in accordo con quanto già disposto per gli impianti ex Rumianca ed Edison, potrebbero confluire direttamente nel fosso Lavello. Il problema è che per attuare questi interventi i 22,5 milioni di euro stanziati dall’accordo di programma del 2018 non sono sufficienti ed occorrono altri 5 milioni, che non arriveranno neppure dal Pnrr.

Dopo oltre tre anni, poi, non è stata ancora sottoscritta la convenzione attuativa dell’accordo, senza la quale non è possibile utilizzare tali fondi, che comunque dovranno essere spesi entro il 31 gennaio 2022. In caso contrario, c’è il rischio che i finanziamenti siano revocati. La visita della sottosegretaria, insomma, è servita soprattutto a confermare una situazione già nota e questo non ha certo soddisfatto diversi dei militanti ambientalisti che invocano da anni la bonifica del territorio. È il caso di Clara Gonnelli del Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico, la quale, già più di 5 mesi fa, attraverso una lettera firmata insieme a Federalberghi apuo-versiliese ed indirizzata a tutti i soggetti competenti, chiedeva risposte ben precise sull’inizio di queste attività. «È disarmante – commenta Gonnelli – dover constatare che le risposte alle nostre risposte vengono sempre disattese. Questo, del resto, è accaduto anche per l’esposto che avevamo presentato in merito allo spaventoso inquinamento da cromo esavalente persistente nella falda dell’area Sin ex Ferroleghe e in quella dell’adiacente abitato del Murlungo».

Secondo l’esponente ambientalista associazioni e cittadini dovrebbero essere coinvolte maggiormente. «Chiederò alla sottosegretaria la sua disponibilità per un convegno– anticipa – ma la sensazione, nonostante le tante promesse dei politici, è che non si voglia ancora affrontare il problema nel modo giusto. E questo è grave, perché non parliamo solo di un grave danno economico per le imprese, impossibilitare ad utilizzare aree ancora contaminate, ma soprattutto dei gravi rischi per la salute che gravano sui cittadini che vivono nelle aree residenziali limitrofe al Sin/Sir». Dello stesso avviso anche Pietro Morelli, presidente del comitato “Il Mondo nelle nostre mani”. «Continuerò a sollecitare Sogesid – afferma – chiedendole di procedere quanto prima con le bonifiche. È chiaro che però anche il Comune di Massa dovrà fare la sua parte, premendo sul Ministero, la Regione e gli altri enti competenti e tenendo nella giusta considerazione i contributi forniti da comitati ed associazioni ambientaliste».

D.C.

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