Sicurezza
Forza Italia cerca la distensione ma in consiglio dura molto poco
Gli azzurri presentano la riorganizzazione. Ricciardi e Mallegni: siamo con Persiani Ma Benedetti riassegna i posti in aula: il sindaco Persiani e i tre civici escono
Se fosse per le parole, ieri mattina in conferenza stampa, del coordinatore provinciale Emanuele Ricciardi e di quello regionale Massimo Mallegni, il clima in maggioranza potrebbe pure apparire disteso con Forza Italia che si ricompatta a sostegno del sindaco. Se fosse per quelle parole...
È che qualche ora dopo la conferenza stampa gli attriti emergono eccome, con il presidente del consiglio Stefano Benedetti, di Forza Italia, che prende una decisione netta sui posti a sedere in consigli. Sì perché con il passaggio a nove della Lega, balena la proposta di riunire tutti i consiglieri verdi nello stesso blocco di scranni spostando i tre della lista “Persiani sindaco” in seconda fila. Ci vogliono due conferenze dei capigruppo – una infuocatissima – per decidere che il gruppo Lega si dividerà e i tre civici rimarranno ai loro posti. Poi, però, il presidente del consiglio rimescola le carte e decide che la sistemazione deve essere più funzionale: Lega tutta insieme e lista “Persiani sindaco” in seconda fila. Scatta il putiferio in aula e i tre consiglieri civici (Lucia Bongiorni, Sara Tognini e Roberto Acerbo) e il sindaco lasciano l’aula. Non proprio un clima disteso, nonostante gli impegni – se non di Bendetetti, di Mallegni e di Ricciardi – ad un sostegno netto all’amministrazione e al sindaco, anche in vista di un Persiani bis.
Sì perchè ieri gli azzurri ufficializzano l’ingresso del consigliere Matteo Bertucci e presentano la riorganizzazione interna. Lo fanno con il chiaro scopo di ribadire la presenza di Forza Italia sul territorio: passato dal 13 per cento alle politiche, al 3 per cento alle amministrative, il partito ha tutta l’intenzione di ripartire – nella parole dei coordinatori – dal radicamento nel territorio e dalla organizzazione. Radicamento che è precondizione del consenso, «consenso– per parafrasare Mallegni – non fine a se stesso, ma garanzia, attraverso l’elezione di esponenti azzurri, della realizzazione del progetto di Forza Italia». Una conferenza stampa per presentare un partito nuovo, pronto a misurarsi con i congressi – Ricciardi annuncia di voler lasciare il posto ad un giovane – più radicato, pacificato e a sostegno dell’amministrazione. Un partito che si propone come catalizzatore delle forze moderate, quasi in una riproposizione del grande centro. Del resto è dal centro che il coordinatore Ricciardi – lo ricorda lui stesso – proviene: prima nella Margherita, poi da quel Pd che guardava al patto del Nazareno. Forza Italia si presenta in conferenza riorganizzata e con la volontà di «stracciare il velo di diffidenza per un rapporto disteso». Perchè se è vero – ammette lo stesso Ricciardi – che le frizioni ci sono state, adesso lo scopo è riaffermare la vicinanza all’amministrazione. Distensione a Massa e anche a Carrara, dove sia chiaro – Mallegni non lo nasconde – «Forza Italia non ha il suo candidato e sostiene Simone Caffaz perché ci è stato proposto e per noi va bene. Non prevarichiamo nessuno, ma abbiamo le idee chiare, vogliamo persone che conoscano la pubblica amministrazione e radicate nel tessuto cittadino». Prove di distensione che a Massa durano fino alle 18 quando in consiglio il presidente annuncia l’assegnazione dei posti e si consuma la nuova frattura tra il presidente Benedetti di Forza Italia e i tre consiglieri civici della lista “persiani”.
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