Sicurezza
Gli stacca un dito, Dingo rimane ai domiciliari
Il giudice: «Non ha compreso il disvalore dei fatti». La vittima: «Misura troppo blanda, è una persona pericolosa»
Melania Carnevali
massa. Secondo il giudice non ha compreso «il disvalore» di quanto accaduto giovedì mattina in tribunale. E lo dimostrebbe il fatto che dopo quei fatti ha rilasciato interviste e girato audio whatsapp a mezza provincia in cui minimizzava l’accaduto. «Così impara a mettermi il dito in bocca», dice in un audio diventato virale. Per questo il giudice Dario Berrino ha convalidato l’arresto Cristiano Musetti, il 45enne di Carrara che, durante un parapiglia, ha staccato a morsi una falange a un 40enne e lussato una spalla a una guardia giurata intervenuta per dividerli. Rimarrà ai domiciliari in attesa del processo e non potrà comunicare con nessuno all’infuori del suo avvocato e delle persone che vivono con lui, in questo caso solo la moglie.
Una misura cautelare troppo blanda per il 40enne, personail trainer di Massa, che si è ritrovato senza una falange e che ancora non sa se riuscirà a riavere il suo dito intero. È in attesa di trovare un centro specialistico che tenti l’impossibile. «Già in passato è uscito di casa anche quando non poteva uscire – commenta a Il Tirreno -; chi ci garantisce che non lo faccia anche questa volta e che non venga a cercarci? Chi mi dice che non vada a cercare mia mamma o di nuovo mio babbo?».
Le versione sull’accaduto divergono. Musetti dice di essere stato aggredito e di aver reagito per legittima difesa. «Ma la verità è un’altra», dice il 40enne. Lui giovedì mattina era in tribunale, con il padre, perché è parte offesa in un processo per stalking in cui l’imputato è lo stesso Musetti. «Quando l’ho visto avvicinarsi, ho pensato che mi avrebbe detto o fatto qualcosa – racconta – e invece non mi ha nemmeno considerato, ha preso direttamente per il collo mio babbo da dietro e lo ha buttato a terra. Non lo conosceva nemmeno, non lo aveva mai visto. Che c’entrava mio babbo? Perché se l’è presa con un uomo di 64 anni, prendendolo inoltre alle spalle? E se attaccasse mia mamma?».
Dice di sentirsi abbandonato dalla giustizia. «Come è possibile che una persona che mi minaccia di morte sia libero di avvinarsi a me tranquillamente e che succeda quello che è successo, proprio in un tribunale? Se mi trovo senza un dito è colpa della giustizia che non mi ha tutelato per niente».
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