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servizi: cosa non va 

Clienti infuriati per le file agli uffici postali

La denuncia dei sindacati: poco personale e addetti aggrediti dai cittadini, chiediamo più sicurezza e vigilanza armata

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massa. Intere mattinate in attesa, con mascherina, in fila e distanziati, fuori dall’ufficio postale. Col sole o con la pioggia. Rischiano di fra tardi al lavoro o a prendere i figli a scuola. E il solito refrain che passa di bocca in bocca: «Ma perché ci sono solo due sportelli aperti?». «Ma dove lo mettono il personale?». «Ma non lo sanno che ci sono delle persone anziane che non possono stare in fila per ore?». E via andare così. Fino a che non arriva il proprio turno e a chi, meno paziente di altri, le ore di attesa sono pesate di più scappa anche qualche parola di troppo nei confronti dell’addetto dall’altra parte dello sportello. Che oltre a lavorare con la dovuta concentrazione deve anche sorbirsi la ramanzina del cittadino infuriato.

Di fronte a queste scene di ordinaria tensione i rappresentanti dei lavoratori degli uffici postali di Massa e Carrara hanno però deciso di non tacere. Non più almeno. E dopo le ennesime «aggressioni verbali e tentativi di aggressioni fisiche» scrivono le segreterie provinciali di Slp-Cisl, Slc-Cgil e Uil Poste, hanno reso pubblico il disagio dei dipendenti delle Poste. I sindacati chidono interventi da parte delle istituzioni che «devono garantire assolutamente la sicurezza dei lavoratori postali e dei cittadini» affermano.

«Chiediamo alle istituzioni e alla politica ad ogni livello maggior interesse per i lavoratori di Poste, che in un momento ancora così difficile per il nostro Paese, stanno continuando a svolgere con grande responsabilità e professionalità un servizio fondamentale per la popolazione – scrivono i sindacati – Nelle ultime settimane abbiamo più volte segnalato aggressioni verbali e tentativi di aggressioni fisiche subìte da operatori di sportello da parte di clienti esasperati per le lunghe attese determinate anche dalla carenza di personale dovuta ai continui pensionamenti. Riteniamo questa situazione inaccettabile e chiediamo con forza l’apertura di tavolo tra Poste italiane e la prefettura per trovare le soluzioni necessarie volte alla difesa e alla tutela dei lavoratori».

I rappresentanti dei sindacati provinciali avanzano anche una proposta concreta: «L’introduzione di vigilanza armata – scrivono – che regoli gli accessi all’interno degli uffici postali ed intervenga in caso di tentativi di aggressione del personale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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