La manifestazione
Chi ne ha diritto e come presentare la domanda
La malattia professionale, si legge nel sito dell’Inail, «è una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo, non ha quindi una causa violenta e concentrata nel tempo». La causa deve «essere diretta ed efficiente», cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente. L’istituto indennizza i danni provocati dalle malattie professionali prevedendo prestazioni di carattere economico, sanitario e riabilitativo. Il Patronato Inca si occupa del riconoscimento di malattie professionali. Il lavoratore che ritiene di essere affetto da patologie causate dall’attività lavorativa svolta, deve presentarsi al patronato con la documentazione medica probante la patologie. Verrà chiesto al lavoratore l’anamnesi lavorativa, le mansioni svolte per quanto tempo e in quali periodi. Successivamente verrà fissata una visita con il consulente medico per accertare l’entità di danno biologico da richiedere all’Inail. In questo tipo di pratiche è molto difficile provare il nesso causale, cioè provare che l’attività lavorativa ha svolto un ruolo causale o concausale nella genesi della malattia professionale. Il lavoratore ha infatti l’onere della prova, perciò è fondamentale che il lavoratore sia preciso nel riferire l’anamnesi lavorativa.
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