La manifestazione
Aggressione in centro, 29enne condannato a risarcire la vittima
massa. Una sentenza che ora diventa definitiva dopo il no della Cassazione al ricorso della Procura generale dichiarato inammissibile.
È il percorso giudiziario di un romeno di 29 anni, domiciliato a Pisa, Adrian Vasile Nastase, riconosciuto colpevole per l’episodio avvenuto nell’agosto 2018, intorno all’1.30, in largo Matteotti in centro a Massa. Un’affermazione di responsabilità che nei due gradi di giudizio, con il sigillo della Suprema Corte, è stata rimodulata facendo ottenere all’imputato la sospensione della pena e la non menzione nel casellario giudiziario.
I giudici della Corte d’Appello avevano riconosciuto la minore gravità del gesto, non concessa in primo grado, applicando una riduzione di pena. Un’interpretazione ribadita anche dai giudici di legittimità di Roma.
È rimasto il risarcimento a favore della parte offesa, una 23enne massese, fissato in 7mila euro. In Cassazione Nastase è stato assistito dagli avvocati Simone Ciro Giordano e Riccardo Cafaro del Foro di Napoli.
La giovane era con un’amica in una sera d’agosto quando, arrivata alla sua auto in largo Matteotti, venne aggredita da Nastase mentre stava appoggiando la borsa sul sedile posteriore della macchina. Un’azione fulminea, repentina, durata una trentina di secondi davanti agli occhi dell’amica del bersaglio e di alcuni passanti.
L’imputato «senza parlare, tenendo con forza la parte offesa, aveva iniziato a palpeggiare il seno sinistro con la mano destra e contemporaneamente il fondoschiena con la mano sinistra» si legge nella sentenza. Per sfuggire all’aggressore la giovane all’interno dell’abitacolo era passata dal sedile posteriore a quello di guida con Nastase che cercava di tirarla fuori dalla vettura in una sequenza da incubo per le due amiche.
La vittima dell’assalto sessuale riportò anche una distorsione alla spalla sinistra e, sotto choc, fu portata al pronto soccorso. Ai carabinieri raccontò quello che le era accaduto e che ora diventa una sentenza definitiva a carico del suo aggressore.
P.B.
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