Sicurezza
Camera di commercio e futuro,i sindaci scrivono al governo
Tutti e 17 hanno inviato una lettera a Draghi e Giorgetti: «No all’accorpamento con Lucca e Pisa»
massa. Diciassette sindaci, di colore ed estrazione politica diversa. Ma tutti – senza alcuna eccezione – certi che l’accorpamento della nostra Camera di Commercio, con quella di Lucca e Pisa, significherebbe un ferita inferta al territorio, una progressiva riduzione di “peso” e di rappresentatività della provincia. Così, nella speranza che quella rappresentatività sia garantita e che il territorio apuano possa ancora contare sulla sua Camera di Commercio, i sindaci di Massa Carrara – tutti e 17 appunto – stendono una lettera diretta niente meno che al presidente del consiglio Mario Draghi e al ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. In quella lettera i sindaci, fatto il punto sul rischio accorpamento, mettono nero su bianco la richiesta di un’audizione.
La decisione di scrivere una lettera è stata assunta dall’assemblea dei sindaci. Quell’assemblea è un organo collegiale di Palazzo ducale che riunisce tutti i primi cittadini e che viene convocata dal presidente. E Gianni Lorenzetti ha ritenuto che le condizioni per quella convocazione ci fossero tutte. Anche perché i tempi sono strettissimi: è di pochi giorni fa, infatti, la notizia che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Camera di Commercio apuana contro l’accorpamento: la sentenza del tribunale amministrativo interrompe la sospensiva concessa a Massa Carrara sulla base del primo ricorso presentato dalla Camera di Commercio e “obbliga” il commissario del nostro ente camerale, Dino Sodini, a portare a conclusione il percorso di accorpamento d’intesa con i commissari delle province di Lucca e Pisa.
Ma accorpamento per Massa Carrara significa perdita di rappresentatività. A tradurre il concetto in numeri ci pesa lo stesso Sodini: «La nuova Camera di commercio, nata a seguito dell’accorpamento, conterà su 33 consiglieri dei quali soltanto tre o quattro in quota Massa Carrara con una evidente perdita di rappresentatività del territorio».
Rappresentatività, ma non soltanto perché in ballo – e Sodini lo sottolinea – c’è anche il tema economico: «Il bilancio camerale – dettaglia il commissario – conta su due voci: i diritto camerali versati dagli iscritti, che pesano per l’80 per cento , e i diritti di segreteria pagati al momento del rilascio di documenti e pratiche. Oggi la Camera garantisce un ritorno sul territorio: quest’anno ha sostenuto iniziative, in provincia, per un milione e centomila euro. Dopo sarà diverso perché le imprese apuane pagheranno i diritti camerale all’ente che unisce Massa Carrara, Lucca e Pisa, ma saranno i consiglieri – e noi ne avremo massimo quattro – a decidere la destinazione del denaro per iniziative e progetti». Concetto chiaro: le imprese apuane pagheranno, ma un ritorno sul territorio – per parafrasare Dino Sodini – potrebbe non esserci. Ecco quindi la lettara al governo nella speranza di un’audizione durante la quale i sindaci e lo stesso commissario Sodini possano farsi portavoce delle istanze di una intera provincia. Provincia che si mostra compatta nella difesa della sua Camera di Commercio. È quella unità secondo Francesco De Pasquale, sindaco di Carrara, la carta da giocare:« C’è accordo totale sulla difesa dell’ente e sulla richiesta di un’audizione al governo. È fondamentale che in questa battaglia tutto il territorio sia unito, perdere la Camera significherebbe infliggere una ferita al nostro territorio».
Adesso non resta che attendere la risposta del presidente del consiglio e del ministro, nella speranza che la possibilità di un’audizione ci sia.
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