Il Tirreno

Il consigliere Bertucci: «Siamo tutti ebrei»

M.C.

Il neo azzurro condanna gli autori della scritta antisemita al Pasquilio: «Non voglio credere che qui qualcuno coltivi odio»

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massa. Si chiede «chi può essere stato a scrivere questa atrocità» e invita tutti a dire «io sono ebreo», sulla falsa riga del Je suis Charlie, nato dopo l’attentato del 2015 alla redazione del giornale satirico francese, ma come tanti altri “io sono...” prima e nati dopo. Così il consigliere comunale Matteo Bertucci, eletto nella lista civica Persiani sindaco e appena entrato in Forza Italia, esprime il suo sdegno per la scritta antisemita apparsa sulla cartellonistica dei sentieri della Resistenza al Pasquilio: «Il vero virus sono gli ebrei».

Un fatto che ha provocato la reazione immediata dell’Anpi, del presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, del Pd, e di Giuliano Minuto, “l’ultimo vero socialista”, volto storico della sinistra massese. Ieri anche Bertucci, di tutt’altro schieramento politico, ha condannato il fatto. «Non voglio credere che a Massa, città medaglia d’oro al merito civile, esista un individuo o una formazione (politica? ) – commenta il consigliere comunale – che continui a coltivare l’odio. E allora: chi viene per compiere atti vili, come il vulnus nei confronti del partigiano Tito, da dopo che alla guida del Comune di Massa si è insediata una maggioranza di centro destra, forse ingiustamente scomoda a molti, ma che sta facendo bene e che è stata democraticamente votata da persone che credono che si possa fare di più e meglio rispetto al passato, per il progresso di questa comunità? ». E da qui l’invito: «Tutti a questo punto dobbiamo dire: “Io sono un ebreo! “. Mi inchino di fronte a tutte le vittime del passato ed anche a chi nel presente è offeso da chi osa evocare atrocità che ancora fanno vergognare il genere umano».

M.C.

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