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Addio a Umberto Sarto, la città è in lutto

Melania Carnevali
Addio a Umberto Sarto, la città è in lutto

Era malato da tempo, a trovarlo senza vita è stato il figlio. Il ricordo dell’amico: «Una persona divertente e di cuore»

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massa. A trovarlo senza vita è stato il suo unico figlio, Cesare. Gli aveva portato la colazione, come ogni mattina, da quando non riusciva più a uscire di casa da solo per le conseguenze della malattia. Era seduto sul divano. Forse solo per un soffio, non è riuscito a dare l’addio a suo babbo, Umberto Sarto, 67 anni, un uomo conosciutissimo in città per la sua attività, prima come giornalista poi come funzionario nell’associazione dei commercianti.

Proprio lui lo ha trovato, quel figlio che aveva cresciuto da solo.

La moglie Isabella, che tutti conoscevano semplicemente Isa, era morta quattro mesi dopo il parto. Umberto diceva che erano comunque in due a crescerlo, perché la moglie, in fondo, non lo aveva mai abbandonato. Era rimasta sempre lì, al suo fianco, come suggeritrice nascosta. Non la poteva vedere, tanto meno toccare, ma sentire sì, sentiva tutto. Isa era rimasta l’amore della sua vita.

Il suo percorso professionale era partito con una carriera da giornalista. Lavorava nella prima tv privata locale, Tele Toscana Nord. I suoi servizi sulla città, intorno agli anni Settanta, furono i primi in assoluto.

Poi entrò nell’associazione dei commercianti come funzionario. Si occupava di turismo e viaggiava per il mondo alla ricerca sempre di stimoli e di nuove idee.

Era appassionato di ippica. Era così appassionato che, anche chi odiava la corse dei cavalli alla fine si trovava con lui a tifare per un fantino o per altro. E nessuno che si sapesse spiegare perché. Era contagioso in tutto quello che faceva. Un uomo che credeva nell’amicizia in modo assoluto.

Gli amici se li era portati avanti sin dalle scuole. Come Leonardo Angiolini, avvocato dell’associazione. «La notizia mi è precipitata stamani (ieri, ndr) addosso come una grandine – racconta -. Mi ha chiamato il figlio e mi ha detto “il babbo è morto”. Mi sono sentito vuoto. Io e Umberto eravamo amici da cinquant’anni e grazie a lui ero entrato nell’associazione dei commercianti. Era una persona divertente e di cuore. Solo ieri mi aveva scritto e io mi sento in colpa di non averlo richiamato subito».

Solo un mese fa aveva partecipato a una cena con i vecchi compagni di classe e stava progettando altri incontri, altre cene.

Le condoglianze arrivano anche da Dino Sodini, presidente della Camera di commercio.

«Il mondo dell’associazionismo del commercio perde Umberto Sarto, una parte importante di storia del nostro territorio, che in tutti questi anni ha messo sempre intelligenza e passione a servizio delle imprese», fa sapere con una nota.

I funerali, nel momento in cui scriviamo non sono stati ancora fissati.

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