Sicurezza
«Ma burocrazia e degrado ci sono costate trenta imprese»
CARRARA. Uno showroom, come scriviamo a lato, e un ristorante giapponese con un centro commerciale. Posti di lavoro all’orizzonte e, ancora, un restyling complessivo della zona: quel biglietto da visita nel vero senso della parola, all’ingresso autostradale cittadino. Un’area destinata a diventare un nuovi maxi-polo. C’è un ma: «Dobbiamo ringraziare intanto quei privati che con investimenti importanti porteranno posti di lavoro e una riqualificazione del tratto di viale Galilei. Tuttavia gli investimenti pubblici, la progettualità comunale, ecco su questo aspetto siamo ancora molto indietro». La fotografia arriva da chi conosce davvero bene i nodi e i temi di questa zona, allargando il raggio dall’ex fornace fino a quella industriale di Battilana: Paolo Ciotti, direttore di Cna della provincia di Massa Carrara. «L’unica opera pubblica è stata la rotatoria, se andiamo a vedere. In entrambe le aree mancano illuminazione, adeguata manutenzione su marciapiedi e strade: sono questioni annose, di cui parliamo da anni e non è cambiato poi molto. Adesso speriamo che entro fine anno possa essere risolta almeno la questione della cabina dell’energia elettrica. Però il vero timore è quello dell’assenza di progetti di ampio respiro dell’amministrazione su queste due aree d’ingresso della città». Il refrain è chiaro: «Menomale che ci hanno pensato i privati». Eppure, fa notare il direttore della Cna apuana, gli spunti sui quali lavorare non mancherebbero davvero: «Il vincolo della Sovrintendenza sull’ex fornace blocca da tempo uno spazio che sarebbe una risorsa incredibile in un territorio come il nostro dove le imprese sono a caccia di spazi». C’è di più, dice: «C’è un errore, dovuto a una procedura informatica – prova a sintetizzare i tecnicismi –, all’interno del Piano operativo comunale. Sia chiaro, lo abbiamo segnalato nelle osservazioni fin dal principio: in alcune aree di Battilana c’è anche un limite che vincola a costruzioni finalizzate solo alla lavorazione del lapideo. Un vincolo, un “sotto-codice”, che ha bloccato vari investimenti, perché vi assicuro che le richieste ci sono, mancano gli spazi. C’è la fila se per caso qualche vecchia azienda cede gli spazi». E ancora, prosegue Ciotti: «Burocrazia, come questi vincoli, mancanza di interventi e progettualità per le due aree, in un territorio come il nostro ci sono costate almeno trenta imprese. È una stima reale, lo dico in base alle richieste, ma poi gli imprenditori che hanno bisogno di spazi, di fronte a certi problemi, scelgono altre aree inevitabilmente», chiosa, non prima di mettere nel mirino un sogno: «Se parliamo di progetti di ampio respiro del pubblico e guardo la rotatoria all’ingresso dell’autostrada allora il sogno è quello di veder risolta la questione del “Marble Hotel”».
L.B.
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