Il Tirreno

Dagli spalti 

«Finalmente a casa» La Curva nord riapre dopo più di tre anni

Luca Barbieri
«Finalmente a casa» La Curva nord riapre dopo più di tre anni

I tifosi rientrano nel settore che è tornato agibile parzialmente Il presidente azzurro: «Spero sia soltanto un primo passo»

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Luca Barbieri

CARRARA. «Diciamo che il meteo poteva aiutare di più, ma quando rientrano i tifosi è sempre una buona notizia, ora speriamo che l’apertura parziale della curva nord sia solo il primo passo per un progetto complessivo». Il presidente azzurro Fabio Oppicelli lo dice tra primo e secondo tempo, il risultato tra Carrarese-Ancona è ancora bloccato sul pari senza reti (finirà 1-1). Guarda quella parte di curva aperta, i tifosi giallo azzurri. Piove ininterrottamente da poco prima del fischio d’inizio. Peccato anche per gli alunni di alcune scuole del territorio che arrivano nel pre-gara, ombrelli alla mano, e si siedono in gradinata. Poco più in là, i tifosi della Curva nord “Lauro Perini”: lo avevano annunciato nei giorni che sarebbero rientrati e a un quarto d’ora dall’inizio, dopo il consueto ritrovo fuori dallo stadio, cominciano a entrare. Lo striscione, i cori che si alternano, le sciarpe colorate: un debutto per loro, in questa stagione.

La curva e i suoi tifosi

Tre anni e mezzo. 42 mesi esatti. Era l’11 maggio del 2018, la Carrarese giocava il primo turno playoff contro la Pistoiese. E nessuno al termine di quella roboante cinquina dei marmiferi targati mister Silvio Baldini si sarebbe immaginato che sarebbe stata l’ultima gara con la curva nord, quella di casa, aperta al pubblico. Fino a ieri: certo, un’apertura parziale (poco meno della metà, i due quinti) e a creare un settore unico con la gradinata già aperta per 1200 persone, al massimo. E il refrain che circola con insistenza tra i tifosi è proprio quello del «finalmente».

Ripercorrendo la breve cronistoria, la stagione 2018-2019 inizia (pochi giorni prima dell’esordio casalingo, è il 19 settembre 2018) con l’inagibilità per l’impianto tra le prime giornate off-limits, le gare casalinghe a porte chiuse e quelle in “trasferta” a Pontedera. Poi l’apertura della gradinata – 1200 persone, come capienza massima, nel dicembre 2018 –, appunto, con la curva sud, quella degli ospiti (620 posti a sedere). Poi il campionato 2019-2020 e il successivo: il calcio che conosce l’era Covid-19. Quest’anno tra capienze ricalibrate e Green pass, alla vigilia della sfida casalinga contro l’Ancona l’ufficialità da palazzo civico: complessivamente si arriva a 2688 posti per tutto l’impianto, grazie all’ok per l’apertura dei due-quinti della curva nord.

Il futuro

E il municipio sottolinea che in tre anni per la messa a punto dello stadio dei Marmi sul piatto è stata messa una cifra che sfiora il milione di euro in tutto. «Fa piacere, diciamo che tra problematiche dell’impianto dal 2018, quindi pre-Covid, ed emergenza sanitaria, abbiamo avuto sempre qualcosa: il calcio senza pubblico è tutt’altra cosa, in negativo ovviamente. Speriamo sia un primo step questo: il futuro, non solo qui, è creare strutture accoglienti e vicine alle esigenze di tifosi, delle famiglie. Peccato per il maltempo oggi (ieri, ndr). Speriamo però sia un primo passo con i risultati a fare da volano», fa il punto ancora il presidente azzurro.

I prossimi step – sui quali l’interrogativo principale è sui tempi – sono già delineati dal progetto suddiviso proprio per tappe e che ha incassato l’ok un paio di anni fa dalla commissione provinciale di pubblico spettacolo. E all’orizzonte, come rimarcato dall’assessore Andrea Raggi, c’è la tribuna.

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