Sicurezza
Il “posto” c’è ed è vicino a casa Lo Zaccagna sforna occupazione
Numeri incoraggianti dallo studio della Fondazione Agnelli sul mondo del lavoro La preside: «I dati dimostrano ancora una volta la versatilità della nostra scuola»
David Chiappuella
CARRARA. All’Istituto “Zaccagna-Galilei”, presieduto dalla professoressa Marta Castagna, su un numero medio di 27 diplomati per anno nell’indirizzo tecnico-economico, il 64% risulta aver già trovato un lavoro nel raggio di appena tre km da casa e dopo un’attesa di soli 180 giorni. Rispetto a tre anni fa, quando l’indice di occupazione per lo stesso numero medio di ragionieri diplomati allo “Zaccagna-Galilei” era del 50%, si registra una crescita del 14% e una riduzione del periodo di attesa necessario a ottenere il contratto di lavoro calato di 101 giorni (da 281 a 180) . Dopo due anni dal diploma, inoltre, il 65, 6% di questi ragazzi lavora già con contratto permanente (12, 5% a tempo indeterminato e 53, 1% come apprendista). Questi dati, già estremamente incoraggianti, che assumono ancor più importanza se pensiamo che si riferiscono al periodo della pandemia da Covid, sono riportati nell’ultima edizione di “Eduscopio”, progetto della Fondazione Agnelli, contenente la classifica delle migliori scuole superiori italiane. Il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, ha analizzato i dati di 1.267.000 diplomati italiani di 7.500 scuole in tre successivi anni scolastici. Le analisi e i confronti di “Eduscopio” si riferiscono a due compiti educativi fondamentali: la capacità di licei e istituti tecnici di preparare e orientare gli studenti a un successivo passaggio agli studi universitari e la capacità di istituti tecnici e istituti professionali di preparare l’ingresso nel mondo del lavoro per quanti, dopo il diploma, non intendono andare all’università e vogliono subito trovare un impiego. Nel primo caso, l’analisi si è basata sui dati dell’Anagrafe degli studenti (Ans) e nell’Anagrafe degli studenti universitari e dei laureati (Ansul) del Ministero dell’istruzione, università e ricerca. Nel secondo caso gli indicatori fondamentali sono due: la percentuale dei diplomati “occupati” (che hanno lavorato per più di sei mesi in due anni dal diploma) in rapporto ai diplomati che non si sono immatricolati all’università e la coerenza tra studi fatti e il lavoro svolto. Rispetto al 2018-2019 la percentuale di ragionieri diplomati allo “Zaccagna-Galilei” che ha lavorato almeno sei mesi nei due anni successivi all’esame di Stato è aumentata dal 30% al 35%. Questo dato risulta superiore alla media relativa alle scuole dello stesso tipo nella nostra provincia, che negli ultimi tre anni è sempre stata prossima al 25%. Il 16% di questi giovani, poi, oltre a lavorare, studia all’università (dato in linea con quello provinciale) e negli ultimi tre anni il loro indice di disoccupazione è sceso dal 25% al 7%. Quest’ultimo dato risulta dimezzato rispetto alla media provinciale (14%) . Anche per quanto riguarda l’indirizzo tecnico-tecnologico, comprendente i corsi tenuti alla sede Itis “Galilei” e quello di costruzione, ambiente e territorio (ex geometri) della sede “Zaccagna”, l’istituto si segnala in maniera decisamente positiva, con un numero medio di diplomati per anno aumentato dal 2018-2019 a oggi da 42 a 50, un indice di occupazione salito dal 43% al 57%, un’attesa per la firma del contratto lavorativo di 245 giorni e una distanza tra casa e luogo di lavoro scesa da 6 a 5 km. Anche tra questi diplomati, la percentuale di coloro che ha lavorato almeno sei mesi nel biennio successivo alla conclusione degli studi superiori è aumentata dal 27% al 34% (dato in linea con quello provinciale) . Il 67, 7% dei loro contratti risulta di tipo permanente (16, 1% a tempo determinato e 51, 6% da apprendista) . In crescita anche la percentuale di coloro che lavorano e studiano all’università (dal 10% al 20%) , a fronte di una media provinciale del 16%. Confermato il calo dei disoccupati, scesi dal 27% al 13%, rispetto al dato provinciale del 17%. «I dati – commenta la preside – confermano che gli indirizzi proposti dalla nostra scuola consentono di acquisire competenze utili sia per la prosecuzione degli studi in ambito universitario che per la ricerca di un impiego». «L’indagine della Fondazione Agnelli – aggiunge Luca Guerra, vicepreside – registra anche nella nostra provincia gli effetti del positivo trend nazionale».
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