La protesta
Dimezzati gli ortopedici La sanità finisce nel caos
Il primo cittadino di Tresana, Matteo Mastrini, torna sul presidio di Fivizzano «Interventi previsti su Volterra, ma non da noi e intanto perdiamo personale»
TRESANA. «L’Asl e la Regione programmino più interventi a Fivizzano e facciano vivere l’ospedale». Da sempre sensibile alle tematiche sanitarie, è il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, a lanciare l’appello. Evidentemente a Mastrini non sono bastate le rassicurazioni del direttore dei presidi ospedalieri della Provincia di Massa Carrara, Giuliano Biselli. Quest’ultimo, infatti, aveva parlato di 21 milioni di euro in arrivo per gli ospedali di Fivizzano e Pontremoli, denaro che servirà sia per lavori antisismici sia per la riorganizzazione interna degli spazi destinati al personale. Ma il primo cittadino di Tresana elenca tutto quello che, secondo lui, non va, con riferimento all’ospedale di Fivizzano: «Da alcuni anni questo presidio ospedaliero opera in protocollo di week surgery. Si programmano quindi gli interventi dal lunedì al venerdì e non lo si può fare nel week end. Ma anche questa stessa organizzazione, ormai, rischia di essere messa in dubbio a causa della mancanza di personale. Il reparto di ortopedia chirurgia poteva, infatti, contare su sei ortopedici, che attualmente si sono ridotti a tre e che, fra un mese, potrebbero diventare due per via di un pensionamento. Attualmente la sala operatoria è attiva solo nelle giornate di martedì e giovedì e l’ambulatorio, alternativamente, il lunedì e il venerdì. Secondo quanto promesso dall’Asl Toscana Nord Ovest, a Fivizzano, si sarebbero dovuti garantire interventi programmati di chirurgia, ortopedia, otorino, ginecologia e oculistica. Ma se non si programmano gli interventi e non si collocano i medici, i reparti, e quindi l'ospedale, non possono funzionare». Da qui l’appello al direttore generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani, e al dottor Biselli per chiedere che «una parte rilevante delle operazioni, che per la quasi totalità si eseguono a Massa e Carrara, siano programmate a Fivizzano. Loro sanno meglio di me – prosegue Mastrini – che volere è potere e che le scelte dell’azienda, pur essendo tecniche, incidono sulla vita dei cittadini. Quanto alla politica, se davvero si vuole tutelare, e non solo a parole, l’ospedale Sant’Antonio Abate di Fivizzano, occorre richiamare l’Asl a riconoscere a questo presidio il suo diritto a esistere. È vero che sono stati previsti interventi di prevenzione del rischio sismico, ma questi, in un territorio che ha celebrato i 100 anni dal terremoto, si possono ritenere atti pressoché dovuti. Inoltre, occorre sottolineare la grande professionalità di tutto il personale ospedaliero, che io stesso ho riscontrato nelle parole dei pazienti del mio Comune», aggiunge il sindaco, secondo il quale «non basta che l’Asl programmi solo ernie, alluci e cataratta, perché il presidio ospedaliero di Fivizzano deve essere reso operativo al 100% e proiettato nel futuro». Di conseguenza, Mastrini evidenzia come in altri ospedali periferici della Toscana la Regione avrebbe contemplato interventi di potenziamento della rete e dell’offerta sanitaria: «Da questo elenco, che prevede, ad esempio, Volterra, manca Fivizzano. Per quale motivo? Quali sono le ragioni di queste scelte? Da parte mia resta in campo la necessità di rivedere l'organizzazione dell’Asl, sempre più distante e lontana, non solo logisticamente, dal territorio e dai suoi bisogni». Ed ecco la proposta operativa: «Entro dicembre prepareremo un quesito referendario per chiedere alla Regione di rivedere l’area vasta e riportare il centro delle decisioni vicino a noi».
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