Il dolore
Rachele, 48 anni e un bikini da campionessa del mondo
«Un mio ex tempo fa mi disse: voglio vedere come sarai ridotta fra dieci anni» Palestra e tanta fatica: ora basta, dopo una certa età le donne non sono finite
Alessandra Vivoli
CARRARA. La vendetta, si sa, è un piatto che si consuma freddo. E Rachele Cucurnia, 48 anni carrarese doc, una laurea in tasca in psicologia e uno stage in cooperazione internazionale, ha aspettato a lungo. Con molta calma.
Il suo percorso, in realtà, è stato motivato da una crescita interiore e da un nuovo modo di volersi bene. Ma, oggi, fresca di fascia di campionessa mondiale di body building, categoria bikini over 45, si toglie un piccolo sassolino dalle scarpe (rigorosamente tacco 12, quelle dell’ultima gara.
«Tempo fa un mio ex, in modo davvero poco carino, mi disse: voglio vedere come sarai ridotta fra dieci anni. Ecco mi piacerebbe sapere cosane pensa oggi. Spero che non lasciarsi condizionare dai giudizi e lavorare su se stesse sia sempre uno stimolo per le donne e che le aiuti a volersi bene».
Il percorso di Rachele è cominciato fa. Oggi vive a Londra col marito e nei giorni scorsi, a Margrate, in Inghilterra, ha sbaragliato 12 concorrenti, arrivate da tutto il mondo, e si è messa in tasca anche un contratto per una campagna pubblicitaria. In bikini.
« È stata un'esperienza abbastanza pazzesca perché era la mia prima volta in questa federazione molto conosciuta in Inghilterra dove reclutano anche per servizi fotografici, pubblicità – spiega – Infatti alla mia veneranda età sono stata selezionata per la pubblicità di costumi da gara. Onestamente non mi aspettavo molto, essendo un mondiale normalmente gli atleti sono tanti e da tutto il mondo».
«Ho partecipato alla gara tra gli amateurs e ho vinto la categoria bikini over 45 tra 12 bellissime atlete, vincendo anche lo status di pro professionista) – continua – Con quello sono stata invitata a partecipare anche alla gara pro nel tardo pomeriggio e ho vinto di nuovo. Quindi sono la campionessa mondiale amateurs e pro 2021».
«La cosa più bella ed emozionante comunque è stata sfilare nella parata iniziale con la bandiera italiana – continua – Non è facile stare all'estero, non è stato facile in lockdown lontano dalla mia famiglia, e io sono e rimango italiana, sono di Carrara ed è ciò che sei, tutto il tuo passato che ti definisce e che sei orgogliosa di mostrare. Penso che per qualsiasi atleta il lockdown sia stato micidiale, con una gran voglia di mollare tutto. È stata dura allenarsi in casa. Come è spesso duro dover affrontare le critiche. Come se le donne dopo una certa età dovessero sentirsi finite».
E Rachele aggiunge una riflessione. «Spesso di sento dire "ma posso farlo anch'io?" No, tu puoi farlo anche meglio. Tutti possono ottenere risultati, in ogni campo – conclude – È la volontà che spinge oltre I limiti, la cosa che più mi riempie di gioia è quando una donna mi scrive " da quando ti ho vista mi sono iscritta in palestra, ho iniziato a mangiare meglio, ho perso peso, mi sento più bella, ho più fiducia in me stessa”. Michel de Montaigne scrisse che nessuna gioia appaga totalmente se non condivisa ed è per questo che ritengo che il mio più grande successo è quando contribuisco anche solo al cambiamento di una donna».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
