Il Tirreno

«Rilanciare la squadra è rilanciare Massa» La speranza del commercialista-tifoso

Chiara Sillicani
«Rilanciare la squadra è rilanciare Massa» La speranza del commercialista-tifoso

Nicola Cencetti è l’uomo che sostenne i bianconeri nel 2018: gli imprenditori in città ci sono e non servono cifre astronomiche

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Chiara Sillicani

MASSA. Non ne fa soltanto una questione di fede sportiva, di tifo, di uomini e donne che, sole o pioggia, allo stadio non mancano mai. Per lui la Massese è questione di identità, un pezzo di città, e il pezzo più importante: il cuore. E senza cuore la vita non c’è. Partire dalla Massese per rilanciare Massa.

Nicola Cencetti, commercialista, gli anni d’oro della squadra, quelli della presidenza Manfredi e della C1 se li ricorda bene. E si ricorda pure quelli più bui, dopo il ritiro di Turba. Anni in cui la squadra – siamo nella stagione 2018/2019 – l’hanno presa in mano i tifosi, contando proprio sul sostegno di Cencetti: esperto di conti e bilanci, a lui è stato affidato il 97 per cento delle quote, lui si è seduto al tavolo con società proponenti, ha chiesto garanzie economiche e di affidabilità. Adesso, dopo poche stagioni, di nuovo il dramma.

Non è però disfattista Nicola Cencetti, non sceglie i toni del dramma collettivo; ammette, però, che «la situazione è davvero poco bella anche se ancora non è chiara nei suoi profili, si sentono molte voci – motiva la sua incertezza – ma dobbiamo attendere i dettagli».

Di una cosa Cencetti è certo: tornando indietro preferirebbe comunque l’eccellenza alla terza categoria. Certo perché un barlume di ottimismo, da tifoso vero, ce l’ha: «Se dovesse arrivare qualcuno disposto a prendersi a cuore la Massese, pensare a farla risalire dalla eccellenza sarebbe più facile».

Qualcuno a cui stia a cuore la squadra e pure pronto a mettersi le mani in tasca: «Non so se esista qualcuno che voglia bene alla squadra e sia disposto a portarla avanti. Spero – ammette Cencetti – nel Comune, conto che riesca a riunire una cordata di quattro o cinque imprenditori che vogliano sostenere la Massese».

Nicola Cencetti è convinto che i profili imprenditoriali giusti ci siano ed è pure sicuro – da uomo che con i conti lavora ogni giorno – che non servano cifre da capogiro per risollevare le sorti della squadra cittadina: «Imprenditori in città ne abbiamo, dovrebbero decidere però – per usare una metafora calcistica – di scendere in campo, mettersi in gioco. Il campionato di eccellenza – dettaglia il commercialista – non richiede cifre astronomiche. Quattro o cinque imprenditori disposti ad un investimento di circa 40mila euro l’anno, con l’aiuto degli sponsor, potrebbero gestire serenamente la squadra».

Imprenditori da trovare e un clima da creare con la disponibilità della città a credere nella maglia bianconera perché la «Massese – spiega Cencetti – è il cuore di Massa. La squadra deve essere l’orgoglio cittadino».

L’orgoglio e l’occasione per farsi conoscere, per esportare le proprie tipicità: «Se a Napoli sanno di noi è perché la Massese ha giocato con il Napoli. Lo sport può essere l’occasione per finire sui giornali per cose belle». Un rapporto che esiste e ha visto Massa esultare negli anni ’90 quando la maglia bianconera ha sfilato nel campionato di C 1. Un rapporto che ha bisogno, però, di essere rinsaldato.© RIPRODUZIONE RISERVATA



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