Al Noa una stanza di musica e colore per i pazienti di oncologia
Intitolata alla dottoressa Maria Dolci e realizzata con la donazione della famiglia. Un progetto voluto dal primario Mambrini con il sostegno del Volto della speranza
MASSA. A volte i ruoli si invertono. A volte il medico diventa paziente. A Maria Dolci, responsabile della diabetologia, è successo: ha curato per decenni, poi si è affidata alle mani dei medici, degli infermieri, del primario di oncologia Andrea Mambrini. Cambiano i ruoli, ma non le persone. Non le idee: per la dottoressa Dolci l’ospedale è rimasto luogo di accoglienza, cura, presa in carico. Da malata, come da medico.
È dedicata a lei, che non c’è più, la saletta relax nella poli specialistica del Noa. È dedicata a quella idea di accoglienza, alla persona che sopravvive al paziente, che non si esaurisce nella malattia. Nella saletta, tra le degenze di oncologia, ci sono un pianoforte bianco e una chitarra: l’arte nella forma delle note – Andrea Mambrini è “il padre” dell’associazione Donatori di musica – e nel colore dei girasoli di Van Gogh, nella luce della ragazza con l’orecchino di perle di Jan Vermeer. L’arte e la normalità nelle piccole sedie che ricordano quelle di un terrazzo baciato dal sole, diverse da quelle metalliche e fredde dell’ospedale. Una sala relax che è conferma che nell’unione si realizzano i progetti migliori.
Sì perché quella sala è nata dalla collaborazione tra l’ospedale, l’oncologia, l’associazione Il volto della speranza e la famiglia della dottoressa Dolci. Il marito Piero, i figli Agnese e Alessandro hanno deciso di fare una donazione al reparto di oncologia per la grande umanità dimostrata, per il sostegno a Maria negli anni della malattia. Quella donazione è stata utilizzata per creare un luogo in cui concedere al pensiero positivo di prendersi spazio. Il dottor Giuliano Biselli, direttore del Noa ha dato pieno sostegno, il Volto della Speranza ha dato il suo contributo per abbattere la parete che divideva due piccole sale di attesa e consentire la realizzazione di uno spazio più grande e luminoso.
Mb Garden ha fornito le piante e la dottoressa Sara Mussi, moglie del primario Mambrini, ha dato una mano a rendere quelle quattro mura un luogo di colore. Di musica e pittura. Nel ricordo di Maria Dolci, una donna che ha sempre creduto nel lato più umano della sanità e della cura. In quella sala che porta il nome di sua madre, Agnese sua mamma ce la ritrova davvero: «Prima di un malata, è stata un medico e l’ospedale era la sua casa. È sempre stata una innovatrice e questo spazio è un’innovazione». È la positività e il coraggio, la speranza e la gioia dove c’è il dolore. Alessandro, il figlio di Maria, non trattiene le lacrime: il ricordo del dolore, l’assenza, ma anche quella targa sul muro, all’ingresso della sala, a ricordare sua madre: «La mia speranza è che questa stanza sia luogo di coraggio e di aiuto. Coraggio e aiuto agli altri sono sempre stati la cifra di mia mamma». La cifra di una donna che è stata medico e malato e che si è saputa far amare. Nella vita, nel lavoro. E oggi nel ricordo.
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