Il Tirreno

La vertenza

A Massa Aurelia bloccata per il corteo

Melania Carnevali
A Massa Aurelia bloccata per il corteo

Venerdì 12 novembre i sindacati tornano in piazza: il corteo partirà alle 10 per arrivare in piazza Aranci

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MASSA. I politici, dicono, «possono partecipare» a condizione però che non si mettano in testa al corteo «come fatto dal sindaco di Massa l’ultima volta», dice Andrea Figaia, segretario provinciale della Cisl, durante la conferenza stampa convocata ieri mattina nella sede di via Patriota, insieme a Cgil e Uil, per spiegare come e perché, domani mattina, ci sarà sciopero dei chimici e metalmeccanici con tanto di corteo che, assicurano i sindacati, per qualche ora, «paralizzerà la città». Il corteo partirà infatti in via Dorsale, dalla Sanac, l’azienda (una volta) leader nella produzione di refrattari, la cui vertenza è il cuore della protesta, e arriverà a Massa passando dall’Aurelia. «Abbiamo scelto proprio questa strada – spiega Figaia – per dare un segnale importante. È la città che si blocca. Vediamo se il messaggio viene capito».

Lo sciopero di venerdì 12 novembre parte appunto dalla vertenza Sanac, dove 110 operai rischiano la cassa integrazione. Gli ordini sono fermi. Il principale committente (70 per cento del fatturato, mentre il restante 30 per cento è rivolto al settore terziario) dell’azienda, l’Ilva di Taranto, che oggi si chiama Acciaierie d’Italia, da luglio è latitante.

Dopo il ritiro di ArcelorMittal, l’amministrazione Sanac ha incassato il milione di euro della fideiussione: spiccioli in confronto alle spese dell’azienda (solo per l’aumento dell’energia è previsto un sovra costo di 500mila euro). Bisognerà quindi ripartire da una gara internazionale e dal ministero. «Scioperiamo perché da più di sei mesi stiamo gridando un sentimento di disperazione che sembra rimasto inascoltato», commenta Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil. A Roma è stato aperto un tavolo ministeriale che però, secondo Gozzani, «è stato solo interlocutorio e per niente risolutivo».

Sanac, adesso, viene presa come modello di cattiva gestione dell’economica locale. «L’azienda aveva utili – ricorda Moreno Guelfi, segretario della Uil – , vendeva in tutta Europa. Poi è entrata nel mondo Ilva ed è stata costretta a lavorare solo con lei. Sappiamo come è andata con Ilva. Da sette anni non vengono fatti investimenti e non arrivano più commesse. Comprano in Polonia. È l’esempio della cattiva gestione politica».

Si parte da qui, quindi, per estendere la protesta a tutta l’economia locale «in estrema sofferenza», dice Gozzani. In provincia, spiega il sindacalista della Cgil, «otto lavoratori su dieci sono precari. C’è un livello di precarietà altissimo. I disoccupati sono un numero significativo. I giovani, come al sud, per trovare un lavoro, devono andarsene. Non c’è un settore che si salvi e questo è anche un problema politico perché non abbiamo autorevolezza con i governi».

Il ritrovo è alle 9.30 davanti alla Sanac. Il corteo partirà alle 10 per arrivare in piazza Aranci. I sindacalisti hanno chiesto un incontro a presidente della Provincia, prefetto (in qualità di rappresentante del governo) e presidente della Regione. E non ci saranno solo operai in mezzo al corteo. Ci saranno anche gli studenti, che hanno già dato la loro adesione, e «tutti quelli che si identificano nella nostra mobilitazione – dice Gozzani -,nella nostra volontà di cambiamento di una gestione del territorio che è evidentemente sbagliata». Anche i politici sono ben accetti ma, «in testa al corteo- chiariscono i tre segretari – ci stanno gli operai e i sindacalisti».

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